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ABCD+Orientamenti, oggi il gran finale: al via la rete nazionale delle piccole scuole,

Genova. Sarà Luigi Bobba, sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, a tirare le conclusioni del Forum Internazionale sull’Orientamento, in programma oggi, giornata finale, di ABCD+Orientamenti, il Salone dell’educazione, dell’orientamento e del lavoro in corso alla Fiera di Genova.

Dopo l’introduzione dell’assessore all’istruzione, alla formazione e all’università della Regione Liguria Sergio Rossetti e del rettore dell’Università di Genova Paolo Comanducci, ad approfondire il tema delle esperienze di orientamento in garanzia giovani saranno, tra gli altri, Paolo Reboani, presidente di Italia Lavoro (la società del Ministero dell’Economia e delle Finanze che opera come ente strumentale del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali per la promozione e la gestione di azioni nel campo delle politiche del lavoro, dell’occupazione e dell’inclusione sociale), Pierantonio Varesi, presidente di Isfol – Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori e il coordinatore nazionale Eures Daniele Lunetta.

Due modelli didattici e una rete nazionale per le piccole scuole di montagna e delle isole minori, un tema che interessa 900 mila studenti e 1400 scuole. E’ di questo che si parlerà domani a “Piccole scuole crescono”, il seminario di Indire che formalizza l’avvio della “Rete italiana delle piccole scuole”, e ha l’obiettivo di individuare il modello adeguato per ciascuna tipologia di istituto, formare i docenti, definire gli step operativi per avviare la sperimentazione, approfondire le caratteristiche dei due modelli didattici. “In queste aree geografiche del paese – dichiara Giusy Cannella, ricercatrice di Indire – è importante fare rete non solo tra le scuole ma anche tra scuola e gli enti locali e le istituzioni in modo tale che ciascuno per il proprio ruolo aiuti a trasformare l’isolamento da ostacolo in risorsa”. Il network è aperto a tutti gli istituti interessati a introdurre formule didattiche innovative che possano fronteggiare i ricorrenti problemi delle scuole isolate: difficoltà logistiche; dimensionamento delle strutture; aumento delle pluriclassi; difficoltà di assegnazione dell’organico ed elevato turn-over del personale docente, con conseguente interruzione della continuità didattica; assenza di adeguate attrezzature informatiche/telematiche. Su questo fronte, l’attività di ricerca avviata da Indire nell’ambito della didattica a distanza ha portato all’elaborazione di due nuovi modelli, uno specifico sulla “didattica condivisa” e uno orientato sull’“ambiente di apprendimento allargato”.

In Liguria il problema riguarda 32 scuole in comuni montani per un totale di 26mila alunni.