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Terremoto Pd, è ufficiale: Berruti lascia, adesso si aspetta Lunardon

Liguria. Mai foto fu più galeotta, il primo vero colpo di scena alle primarie del centro sinistra è arrivato. Dopo i dissidi interni, la spaccatura è ormai ufficiale nel Pd genovese e ligure: il candidato Federico Berruti, sindaco di Savona, è pronto a lasciare, non per volontà ma, di fatto, per matematica “impossibilità” oltre che per l’opposizione di un nuovo fronte.

Dopo le voci degli scorsi giorni, accompagnate da smentite al veleno, stamani è arrivata la conferma allo stesso Berruti: Genova non appoggerà la sua candidatura, ma al contrario potrebbe tirare, forse, la volata al segretario Giovanni Lunardon, savonese anche lui poi catapultato sotto la Lanterna per rimettere insieme i cocci del partito.

I conti sono presto fatti: archiviata sul nascere l’impresa (impossibile) di raccogliere 1800 firme tra gli iscritti, oggi è tramontata anche la seconda possibilità da regolamento, il 35% di delegati dell’assemblea regionale non ci sono.

Risultato: il fronte anti-Paita completamente spaccato (da vedere anche l’area Dem in possibile accordo con l’assessore regionale) e un Berruti che si immagina non l’abbia presa proprio bene. Il sindaco di Savona, ha incontrato i fedelissimi, con cui ha preso atto della situazione.

Di qui all’annuncio del mancato raggiungimento del quorum per la raccolta firme (che da regolamento, dopo vari litigi sulle regole stesse, inizierà domani) e del conseguente ritiro dalla competizione, il passo è stato breve. “Oggi non posso candidarmi alle primarie perché non sono in grado di ottenere le sottoscrizioni interne al partito richieste dalle regole – si legge nella nota diffusa oggi nel primo pomeriggio – Peccato. Mi dispiace molto non potere partecipare. Ringrazio tutti coloro che, senza altro obbiettivo che un’idea bella e giusta della Liguria e del suo futuro, mi hanno aiutato e mi hanno espresso sostegno fino ad oggi. A loro e a me stesso dico che ci saranno molti altri modi per sostenere le nostre idee, tutti insieme, nell’amministrazione pubblica, nel partito, nella vita economica e sociale. Al PD e al centrosinistra auguro ogni successo, per noi e per le nostre comunità. Io rimango totalmente impegnato nel Comune di Savona e nel mio partito, e darò il mio contributo nella campagna elettorale per le elezioni regionali del 2015 a sostegno del nostro candidato Presidente e dei nostri candidati consiglieri”.

E questione di poche ore, a questo punto, potrebbe essere anche la discesa in campo del segretario Lunardon, non più arbitro super partes ma diretto concorrente di questa corsa, che più passa il tempo, più sembra diventare, per il Pd ligure, al veleno.