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Super Obiang e ancora terzo posto. Dopo Cagliari-Sampdoria: perché il bicchiere è mezzo pieno

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Genova. Il biccchiere è comunque mezzo pieno. La Sampdoria contro il Cagliari ha corso, ha imbrigliato Zeman e poi si è smarrita, rischiando anche il ko. Invece è tornata con un pareggio prezioso, utile per la classifica. Il primo tempo lasciava immaginare un incontro in discesa, ma uscire indenni dallo stadio di una delle bestie nere blucerchiate non è cosa che capiti spesso. Il 2-2 (che alla fine porta comunque un po’ di rimpianti) certifica insomma un campionato fin qui straordinario.

L’analisi della partita non può che iniziare da Sinisa Mihajlovic. Merito suo l’ottima disposizione in campo, merito suo il carattere della Samp che ha vacillato, si è messa in trincea, ma ha additittura sfiorato nel finale la vittoria.

Passiamo ad Obiang. Buoni voti anche per altri blucerchiati, ma lo spagnolo ha dimostrato contro il Cagliari di poter diventare un campione di primissimo livello. Lo stupendo gol messo a segno ieri è solo la ciliegina sulla torta in una prestazione maiuscola.

Una nota anche per Romero: sempre con il piede in partenza, sempre alla Sampdoria, l’argentino è tornato e complice l’infortunio di Viviano potrebbe ritagliarsi un ruolo importante. Nessuna colpa sulle due reti subite, la sua voglia di riscatto potrebbe tornare utile.

Veniamo alle note dolenti. Al di là della partita di Cacciatore (due gialli e un rigore causato in pochi minuti, ma Ibarbo era comunque un cliente ostico), è mancato quel salto di qualità che in tanti si attendevano. Ecco spiegata la delusione di Mihajlovic.

Se la Sampdoria vorrà continuare a dare un sapore dolce al suo campionato dovrà per forza di cose imparare ad essere più cinica e più attenta per tutti i 90 minuti. Compito difficile, ma alla portata dei blucerchiati.