Scarpino, Tursi contro Regione: "Basta scaricabarile, servono soldi. Chiusura sarebbe sconfitta per tutti" - Genova 24
Cronaca

Scarpino, Tursi contro Regione: “Basta scaricabarile, servono soldi. Chiusura sarebbe sconfitta per tutti”

Genova. “Abbiamo prorogato con un’ordinanza del sindaco la possibilità di conferire a Scarpino i detriti dell’alluvione fino a mercoledì, ma difficilmente il sindaco potrà procedere a un’ulteriore proroga dell’ordinanza perché i motivi urgenti di tutela della salute pubblica a questo punto non sussistono più”.

Lo ha detto l’assessore comunale all’Ambiente Valeria Garotta commentando la situazione di incertezza per il conferimento dei detriti alluvionali che da mercoledì non potranno più essere portati nella discarica genovese di Scarpino, già chiusa da una settimana per i rifiuti solidi urbani.

“Speriamo in questi pochi giorni di completare lo smaltimento dei detriti dagli ‘scarrabili’ posizionati in vari punti della città – ha aggiunto Garotta – ma se non fosse così gli enti competenti devono dirci dove porteremo questi rifiuti”.

Nelle prossime settimane poi si porrà il problema dei rifiuti inerti, cioè delle tonnellate di terra che dovranno essere rimosse per tutti i lavori di somma urgenza che il Comune sta avviando per rimettere in sicurezza strade e muraglioni franati durante l’alluvione del 9 ottobre: “Abbiamo provato a chiedere se la Regione, insieme a provincia ed Arpal, potesse emettere un’ordinanza per portare gli inerti, che non presentato problemi di percolato, a Scarpino, ma ci è stato risposto di no. Il sindaco ha fatto tutto ciò che era in suo potere, ora chiediamo che anche gli altri facciamo la loro parte e ci diano una mano”.

E se la Regione ha risposto negativamente alla richiesta di Tursi di un impegno economico da parte dell’ente di Piazza de Ferrari per la riapertura della discarica genovese di Scarpino, oggi da Garotta arriva la replica indiretta: “Non si pensi che le risorse per la messa in sicurezza della discarica di Scapino possano arrivare tutte dal piano finanziario di Amiu e quindi dalla tariffa dei rifiuti dei genovesi perché questo non è possibile”.

E ancora: “Il sindaco con una lettera al presidente della Regione – ha spiegato Garotta – aveva chiesto, oltre a un’ordinanza di protezione civile per gestire l’emergenza alluvione, di concorrere alla messa in sicurezza di Scarpino, trattando la discarica come un’operazione di bonifica, visto che i problemi di impermeabilizzazione risalgono a decenni fa, finanziando una parte degli interventi di messa in sicurezza, ma la risposta è stata negativa”.

Inoltre dalla Regione è uscita una delibera che fissa i criteri per il pretrattamento, proprio quando il Comune aveva appena aggiudicato la gara per gli impianti di separazione secco umido per riutilizzare Scarpino. “La delibera della settimana scorsa mette in crisi il sistema che avevamo progettato. Bisogna fare sistema, parlarsi, non può essere lasciato il peso e la responsabilità solo ai Comuni”.

“Credo sia il momento – ha poi aggiunto Garotta – di mettere da parte la politica dello scaricabarile facendo squadra”. Un’altra richiesta urgente alla Regione è quella di arrivare entro la fine dell’anno a un accordo di programma che consenta di riaprire la discarica: “Serve un accordo, collegato all’Aia e ovviamente condizionato alle cose da fare, in cui si spartiscano le responsabilità tra Amiu, Comune e Regone e che consenta di riaprire Scarpino, perché la chiusura della discarica di una città metropolitana sarebbe una sconfitta non solo per l’amministrazione comunale ma anche per la politica regionale dei rifiuti”.