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Scadenze, tasse e impennata delle bollette: stangata d’autunno per famiglie e piccole imprese

Liguria. Un autunno caldo, non solo per il meteo e non solo per il lavoro, al centro del dibattito locale e nazionale. C’è un altro scenario che renderà bollente il clima dei prossimi mesi: in arrivo, e non solo per liguri e genovesi, la stangata d’autunno.

In primis c’è la Tari, la tassa sui rifiuti che sostituisce la vecchia Tares, la cui bolletta è già arrivata nelle cassette della posta di mezza Genova. Tra aumenti (per i commercianti un salasso) e qualche risparmio, dovrà essere saldata tramite F24 o con pagamento unico entro fine ottobre o in tre rate entro febbraio 2015 (nel caso genovese, ma le scadenze variano da comune a comune).

L’imposta è calcolata sia in base alla metratura sia in base a superfici calpestabili, dimensione totale e persone che abitano l’immobile.
Poi c’è la seconda rata dell’Imu, la tassa obbligatoria per tutti i proprietari di seconde case o abitazioni di lusso, da saldare entro il 16 dicembre, tenendo conto dell’imposta ricalcolata e della detrazione della somma già pagata durante l’estate.
Stessa scadenza per la Tasi, o meglio per tutti i Comuni che deliberata la prima rata a giugno, sono chiamati alla seconda. Per quelli che a giugno invece non hanno pagato, la scadenza è imminente: il prossimo 16 ottobre, con conseguente caos, a macchia di leopardo, nei caf e nei centri assistenza della Liguria.

Messe da parte le imposte, la stangata d’autunno per famiglie e piccole imprese, arriva sempre e comunque via posta, con una nuova impennata delle bollette di gas e luce che, dopo una flessione, tornano ora a crescere: dal primo ottobre al 31 dicembre, l’elettricità costerà l’1,7 per cento in più rispetto al trimestre precedente, mentre per il gas il rincaro è addirittura del 5,4 per cento. In media, dicono le prime stime, circa 2 euro in più al mese per l’elettricità e 19 euro per il gas.

Intanto, secondo quanto riferito dal Codacons, in Liguria la situazione economica delle famiglie, peggiora. In base alle elaborazioni dell’associazione, le famiglie liguri hanno accumulato ad oggi debiti per complessivi 1,3 miliardi di euro; praticamente ogni singolo residente, neonati compresi, risulta debitore per un importo medio di 819 euro.

Si tratta di mancati pagamenti relativi a rate di prestiti, di mutui, di acquisto di beni di largo consumo, scoperti di conti bancari, carte di credito revolving, leasing, ma anche di bollette per le utenze domestiche non saldate, cui si aggiungono debiti commerciali di varia natura. Solo per le bollette di luce, gas, acqua e telefonia – secondo i calcoli del Codacons – 285mila cittadini residenti in regione risultano ad oggi morosi.

Per tale ragione il Codacons ha deciso di fornire assistenza ai cittadini morosi sul fronte delle bollette: attraverso le istruzioni riportate sul sito www.codacons.it, è possibile accedere alla conciliazione paritetica per chi non riesce a pagare le fatture di utenze indispensabili quali acqua, elettricità e gas, e sospendere l’interruzione delle forniture.