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La pubblica assistenza tagliata in due dalla strada. Ponente Soccorso e l’odissea dei parcheggi per le ambulanze

Genova. Siete un volontario di una pubblica assistenza, all’improvviso dovete prestare soccorso ad una persona in difficoltà. Salite sull’ambulanza, accendete la sirena e correte sul luogo del bisogno. Troppo facile, specie se fate parte di Ponente Soccorso Onlus.

Una ventina di militi e due ambulanze, l’associazione si trova spaccata in due: da una parte la sede, dall’altra i mezzi di soccorso. Nel mezzo via Multedo di Pegli, sempre trafficatissima arteria genovese.

“Chi corre per un’emergenza – spiega Andrea Maganuco, presidente di Ponente Soccorso – deve prima attraversare la strada in un punto dove non ci sono neppure le strisce pedonali (le più vicine sono a più di 50 metri, ndr) e fare attenzione a non essere investito, solo per arrivare nei posti a noi assegnati”.

Il parcheggio dei mezzi, poi, non è meno “impegnativo”: le ambulanze vengono naturalmente posteggiate a muso in avanti, pronte a scattare in caso di bisogno e per farlo si è costretti a procedere in retromarcia, bloccando il traffico. Una manovra pericolosa per militi e automobilisti.

A questo punto la domanda è d’obbligo: perché Ponente Soccorso non chiede l’assegnazione di parcheggi più funzionali? Naturalmente lo ha fatto. “La domanda – continua Maganuco – data lo scorso aprile, è stata inoltrata più volte e non ha ottenuto al momento alcun effetto”.

Non è del tutto esatto. Ponente Soccorso ha deciso, per evitare pericoli ai suoi volontari, di parcheggiare i mezzi sulla più vicina fermata dell’autobus. Il risultato è stato l’arrivo di una multa: finora è l’unica, mentre la quotidianità parla di militi che, avvisati alle 7 di mattina dai vigili urbani, corrono a spostare l’ambulanza dal posto riservato all’Amt.

E dire che il parcheggio adatto ci sarebbe: “Si era parlato – conclude il presidente – di riservare alcuni posti ai nostri mezzi vicino alla nostra sede e dallo stesso lato di via Multedo. Una soluzione che risolverebbe il nostro problema e di cui al momento non abbiamo più sentito parlare”.

Se passate da Multedo e vedete dei volontari impegnati a correre, magari in mezzo alla strada, non stupitevi: stanno gareggiando contro la burocrazia.

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