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Primarie regionali, la nuova alleanza Paita-Marenco parte dal Campasso: “E’ la politica che vogliamo”

Genova. Stessa età, stessa visione del partito, stessa “ossessione” nei confronti del territorio. E’ la nuova alleanza Paita-Marenco, una collaborazione “alla luce del sole, di contenuti”, all’insegna del cambiamento: “non giochi di potere, accordi sotto banco, ma un progetto chiaro”. La scintilla che ha unito la candidata in corsa per le primarie del centrosinistra alla guida della regione e il presidente di Municipio Centro Ovest, Franco Marenco, separati fino all’altro ieri dalle diverse mozioni congressuali, renziana l’una, bersaniano poi cuperliano l’altro, è stato il casus belli del Campasso, dove il passaggio delle betoniere per la realizzazione del nodo ferroviario aveva mandato su tutte le furie gli abitanti alle prese con un’altra pesante, anche se temporanea, servitù. E su cui sia Municipio che vigili urbani avevano espresso parere contrario.

paita marenco

“C’era una criticità – ha confermato Marenco – ma attraverso la mediazione della Regione, e in particolare dell’assessore Paita, si è arrivati a una soluzione condivisa dalla cittadinanza, con opere che andranno a migliorare il quartiere del Campasso. Anzi, a breve faremo anche un incontro pubblico, come richiesto dagli abitanti, per spiegare bene quello che succederà”.

“E’ la nuova immagine della politica in città – ripete Paita – la volontà di valorizzare la sintonia che abbiamo ricercato. Il progetto del Campasso è l’esempio di come quando si parla e si collabora si possano trovare soluzioni efficaci nell’interesse del territorio: partendo da una forte sofferenza siamo arrivati a un progetto per il quartiere. E’ un paradigma doppio: come vorremmo che fosse il rapporto tra Genova e la Liguria, e come vorremmo fosse la politica nei prossimi anni”.

Così, dopo “un lungo corteggiamento”, la candidata Paita prende dalla sua parte il cuperliano Marenco “una persona che per meriti e capacità ha dimostrato serietà assoluta”, portando la sua corsa direttamente nei quartieri. “Dà il senso di un partito che vuole riscoprire tratti di umiltà – sottolinea con una stoccata alle indecisioni del partito e al Godot che non arriva – questo continuo spostamento di date e regole delle primarie è l’esempio di una politica che non viene capita da nessuno. Di contro noi opponiamo i temi seri”. Nasce qui la nuova alleanza “nel merito”, partita da posizioni (congressuali) opposte, ricongiunte poi “dall’amore per Genova e la Liguria”.

“Un rapporto di collaborazione sui temi – rincara il presidente di Muncipio – non si vince con le regole, ma con le idee. Raffaella, oltre a essere una buona amministratrice, sa ascoltare ed è una donna che si espone”. Non solo una questione di mera affinità anagrafica ma “la volontà di avere il migliore candidato possibile per vincere la Regione. E’ un fatto generazionale – conclude Marenco – non si reclama posti e poltrone, ma l’assunzione di responsabilità per il cambiamento che non può più aspettare”.