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Lettere al direttore

Manifestazione nazionale Cgil: a Roma anche la Silp genovese

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Ci saremo anche noi. In piazza a Roma ci sarà anche la struttura Genovese del SILP CGIL insieme alla numerosissima compagine della Cgil Ligure che contribuirà ad alimentare la copiosa e massiccia presenza di lavoratrici e lavoratori che “inonderanno” la capitale, sabato 25 ottobre.

Ci saremo per gridare con forza contro l’arroganza mediatica che sta contraddistinguendo le scelte di un Premier ormai proiettato verso la realizzazione di un progetto dannoso per la società e per una categoria che con sacrificio cerchiamo di rappresentare con coerenza.

Il bieco tentativo di metter contro lavoratrici e lavoratori in un momento sociale così delicato va stroncato sul nascere senza indugi. Prima di tutto ricordiamo al Premier che la nostra categoria continua ad avere il contratto scaduto da più di quattro anni e lo esortiamo a non dimenticare che se ha dovuto riconoscere un minimo di quella tanto strombazzata “specificità” al Comparto Sicurezza, non ha fatto altro che rispettare un impegno assunto dal suo predecessore Letta quando sul selciato di Montecitorio si è riversato il sangue di un Carabiniere ferito in un attentato proprio il giorno dell’insediamento del precedente Governo.

Quindi che nessuno provi a strumentalizzare lo “sblocco del tetto salariale” del Comparto Sicurezza contenuto nella bozza della legge di stabilità che se non sarà urgentemente modificata demolirà letteralmente i diritti acquisiti dalle lavoratrici e lavoratori.

Una legge di stabilità che colpisce una categoria senza diritto di sciopero limitando le agibilità sindacali (ritorsione dovuta alle dure manifestazioni messe in campo per ottenere lo sblocco del tetto salariale). Inaccettabile inoltre colpire mortalmente le regole previste dall’Accordo Nazionale Quadro sugli orari di lavoro. In pratica con la “scusante” dell’operatività dei servizi i Questori e Dirigenti potranno impiegare il personale a loro uso e consumo, senza dover più contrattare con i sindacati gli orari di lavoro in deroga, favorendo ed incentivando la deriva privatistica che il Ministro Alfano sta imponendo al Capo della Polizia Pansa.

Renzi con questa operazione alimenta l’instabilità della piazza, rischiando di comprometterne la democraticità. Impiegare il personale in servizio di ordine pubblico senza regole sugli orari di lavoro è un azzardo che denota una pericolosa in coscienza istituzionale. Invece di pensare a bandire concorsi pubblici per la Polizia di Stato (bloccati da 15 anni) il ragioniere Renzi preferisce aumentare a dismisura la durata dei servizi di ordine pubblico e per la lotta alla criminalità organizzata aumentando così lo stress, i carichi di lavoro e sottopagando la categoria con l’indennità di straordinario più mal pagata in Europa!

Roberto Traverso Segretario Generale Provinciale Silp-Cgil