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Economia

La lunga vertenza Esaote, presidio sotto Tursi: “Data certa per far tornare industriali quelle aree”

Sestri Ponente. Una vertenza che si trascina ormai da cinque mesi senza significativi passi in avanti, lavoratori esasperati e un’azienda che pare irremovibile sulla questione esuberi. Nel mezzo le istituzioni, oggi Palazzo Tursi, sede del Comune di Genova. Si preannuncia una nuova lunga giornata per Esaote.

Da ieri è iniziata una nuova tornata di assemblee nei reparti dell’azienda di Sestri Ponente per “serrare le fila” e sensibilizzare sulla vertenza ancora bloccata, questo pomeriggio partirà invece il corteo fino a Tursi, dove, in occasione della consueta seduta di consiglio comunale, lavoratori e sindacati chiederanno a gran voce la data definitiva per la conferenza dei servizi che sancirà il ritorno a industriali delle aree di proprietà di Esaote.

Nell’incontro dello scorso 22 ottobre l’azienda era rimasta ancora una volta ferma sulle sue posizioni difendendo un piano industriale che prevede investimenti ma anche esuberi, cassa integrazione e spacchettamenti. Il ministero, ancora una volta, ha proposto un rinvio per evitare la rottura e ha definito le prossime tappe con due convocazioni separate, il 4 novembre con l’azienda e il 6 con i sindacati, e un ultimo definitivo tavolo l’11 novembre.

L’ennesimo rinvio che non è piaciuto ai sindacati, che hanno di fatto sancito l’inizio della “linea dura”: “Metteremo in campo tutta l’artiglieria possibile – aveva spiegato Andrea Baucia rsu Fiom – dai cortei alle vie legali, dagli scioperi a tutte le altre iniziative che ci possano far dire alla fine che le abbiamo tentate tutte per salvare un’azienda che altri vogliono spacchettare e vendere”.