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Oltre l’alluvione, catena umana tra Genova e Montoggio: l'”impastatrice della solidarietà” fotogallery

Montoggio. L’altra faccia dell’alluvione è la solidarietà più forte del fango. A distanza di due settimane, tra le pieghe del dolore di attività distrutte e la fatica di rialzarzi, c’è anche spazio per piccole grandi storie di pura generosità. Questa volta i protagonisti sono un storico panificio di Montoggio, un giovane di Sampierdarena e una catena umane di solidarietà.

I fatti: venerdì 10 ottobre le acque del Rio Carpi devastano il paese di Montoggio. Tra le attività più colpite, praticamente distrutte, l’antico forno a legna in Piazza Serra. Il panificio viene stravolto da fango, acqua e ghiaia: non resta più niente.
Da quel giorno scatta una gara di solidarietà che si estende progressivamente a tutta Italia.
Dai media parte l’appello per cercare prima di tutto una impastatrice che consenta al forno di poter riprendere l’attività.
Dalla tv al web è un susseguirsi di condivisioni, rilanci e diffusione: arrivano tante segnalazioni, tra i primi a manifestarsi è Andrea di
Sampierdarena, giovane disoccupato che ne ha “ereditato” una dal nonno.

Dopo un sopralluogo il panettiere Alberto Barsotti conferma che la impastatrice è “perfetta”. Riparte una seconda catena di solidarietà per riuscire a trasportare la impastatrice a Montoggio (peso cinque quintali, trasporto delicato) .

Alla fine, dopo due settimane esatte, la mattina presto di venerdì 24 ottobre, un gruppo di persone si ritrova in via G.b. Monti a Sampierdarena. Insieme caricano l’attrezzatura e la fanno arrivare a Montoggio.

Il tutto è stato possibile grazie a Simone di Auto Erzelli che si è adoperato nella ricerca del mezzo e del gruista-trasportatore e Stefano
di AutoNord che materialmente ha caricato e trasportato l’impastatrice .
Ora tutta Montoggio si è stretta intorno al suo forno e aspetta con ansia che possa riprendere a sfornare pane per il paese.