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Economia

Intermed Gateways: “Fondi UE per rete logistica efficiente: i porti del Mediterraneo valida alternativa”

porto di genova calata gadda

Genova. “I fondi europei per la logistica ed i trasporti devono essere destinati a soluzioni di scala sostenibili. A questo proposito la regione mediterranea intende svolgere un ruolo strategico nel determinare il presente ed il futuro delle infrastrutture logistiche lasciando da parte il passato e senza farsi influenzare da quanto fatto in precedenza. Il nuovissimo programma TEN-T rappresenta un’opportunità unica per la logistica europea per realizzare un sistema di trasporti meno congestionato, più efficiente e sostenibile”. Così una nota diffusa da INTERMED GATEWAYS, creata nel 1998 dai porti di Barcellona, Marsiglia e Genova allo scopo di promuovere i porti del Mediterraneo per una infrastruttura logistica europea più sostenibile ed efficiente.

“La fase iniziale di Connecting Europe Facility potrebbe segnare un primo passo importante non solo verso il raggiungimento degli obiettivi di riduzione dell’impronta ambientale generata dal settore dei trasporti ma anche verso la realizzazione di un sistema competitivo e capace di ottimizzare l’uso delle risorse. In questo senso i porti della sponda meridionale del Mediterraneo intendono avviare uno scambio di idee con la Commissione europea su come destinare al meglio i fondi TEN-T e sul ruolo che i porti del Mediterraneo possono svolgere nel rendere la connettività commerciale europea più capillare e competitiva.

L’attuale piattaforma logistica europea genera uno stress ambientale inutile per i cittadini dell’unione. Grazie ai notevoli miglioramenti apportati a livello di infrastrutture, efficienza e produttività, i porti del Mediterraneo sono stati ampiamente riconosciuti da tutti gli attori del settore come una valida alternativa per migliorare il livello dei servizi per le varie filiere industriali europee e per i consumatori. Lo sviluppo dei porti del Mediterraneo, che è sostenuto anche da politiche e fondi europei, dovrebbe consentire nei prossimi anni la creazione di una rete logistica per il trasporto merci calibrata e completa poiché integrerà in modo complementare i porti del Mediterraneo con quelli dell’Europa del nord garantendo quindi un accesso equilibrato, efficiente e sostenibile a tutti i mercati europei”.

Inoltre, “le sempre più frequenti alleanze strategiche e commerciali strette dagli operatori del settore, consentiranno di garantire una migliore distribuzione delle flotte. Anche la possibilità di ripartire i servizi tra i porti del Nord e quelli del Sud dell’Europa permetterà di ridurre il bisogno di nuovi investimenti infrastrutturali scongiurando quindi il rischio di congestione, riducendo il sovraccarico della rete viaria e limitando in generale l’impatto ambientale.
I porti del Mediterraneo rappresentano inoltre un elemento strategico per la definizione di politiche europee di prossimità e sono snodi essenziali per i flussi di merci e passeggeri con le sponde nordafricane e del medio oriente. Rispetto ad altri bacini europei offrono un costo della manodopera concorrenziale, senza dimenticare che la gestione della movimentazione delle merci e dei terminal passeggeri è generalmente affidata ad operatori privati. In generale produttività, affidabilità e trasparenza sono state notevolmente migliorate.

In modo lento ma costante diverse aziende europee sono riuscite a ridurre l’impronta ambientale delle loro catene logistiche aumentandone allo stesso tempo la competitività e l’efficienza spostando i loro flussi sui porti del Mediterraneo e scegliendo soluzioni logistiche innovative. Questa tendenza potrebbe essere accelerata se i porti del Mediterraneo potessero avvalersi di una migliore connettività terrestre. Come hanno già evidenziato molti studi indipendenti in materia, quando l’intermodalità tra rotaia e gomma sarà davvero una realtà, la rete logistica europea potrà ridurre notevolmente la propria quota di emissioni inquinanti , riducendo così la congestione e gli sprechi .

L’alternativa rappresentata dai porti del Mediterraneo costituisce quindi per l’intera rete europea dei trasporti una preziosa opportunità che, se non colta, potrebbe compromettere seriamente la sua connettività, competitività nonché la possibilità di raccogliere le sfide ambientali dei prossimi anni”.

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