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Cornigliano, alla foce del Polcevera arriva il nuovo depuratore dell’area centrale: costerà 104 milioni di euro fotogallery

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Genova. Migliora il sistema depurativo genovese, dalla Foce a Sestri Ponente, con la realizzazione del nuovo depuratore della cosiddetta “area centrale”, che sostituirà gli attuali impianti di Cornigliano e della Volpara e sarà collocato sulla sponda destra del torrente Polcevera in prossimità della foce, nelle aree occupate precedentemente dalle acciaierie Ilva di Cornigliano.

Il nuovo impianto, che costerà circa 104 milioni di euro, sostituirà l’attuale depuratore di Cornigliano e la struttura trattamento fanghi di Volpara, con il collettamento, in un unico nuovo impianto, dei fanghi provenienti dai depuratori di Punta Vagno, Centro Storico, Valpolcevera e Sestri Ponente. Il progetto, che razionalizza la gestione dei trattamenti, prevede due fasi.

La prima si concluderà nel 2020 ma, presumibilmente entro il 2017, saranno già in funzione le opere che consentiranno la dismissione dell’impianto di trattamento dei fanghi di Volpara; sempre nel corso della prima fase verrà gradualmente dismesso il depuratore di Valpolcevera, con l’eliminazione della linea relativa al trattamento fanghi. Nella seconda fase sarà realizzata la linea di trattamento delle acque, con contestuale dismissione totale dell’impianto di via Rolla, a Cornigliano.

Occorre precisare che i tempi di realizzazione sono anche dettati dall’iter autorizzativo necessario per la realizzazione di opere di questa portata. Ad oggi, sono stati posizionati circa 2500 metri di tubazioni per collegare l’area di Punta Vagno con la zona della Fiera – Porto Antico ed è stata completata la progettazione esecutiva del fangodotto che collegherà il depuratore di Punta Vagno al nuovo impianto (ad eccezione di un piccolo tratto terminale), per una lunghezza complessiva di 8.710 metri.

Il nuovo impianto servirà 240.000 abitanti equivalenti e utilizzerà le tecnologie più avanzate, in particolare un sistema MBR (Membrane Bio Reactor) – già impiegato nelle ultime realizzazioni tra cui il depuratore di Santa Margherita – per il trattamento delle acque reflue, che minimizzerà gli spazi necessari e i cattivi odori mentre massimizzerà la qualità delle acque in uscita.

Per la linea di trattamento dei fanghi saranno impiegate tecnologie che richiedono spazi limitati e che riducono i quantitativi di fango, con un doppio vantaggio sia per l‘ambiente, sia in termini di risparmio sui trasporti per l’allontanamento dei materiali di risulta. Gli investimenti sono già stati previsti nei piani presentati al Governo e all’autorità per l’Energia elettrica e il Gas.