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Garanzia Giovani, Pellerano: “Per utilizzare al meglio i 27 milioni di euro la Regione si deve confrontare”

Regione. “Il confronto con le associazioni datoriali e i sindacati non è il canale più efficace per promuovere tra i giovani liguri i finanziamenti e i programmi della Regione per contrastare la disoccupazione e promuovere l’autoimprenditorialità, di certo non deve essere l’unico. In Liguria il 21% dei giovani non studia né lavora e nel Paese uno su due è senza un’occupazione, ma la Liguria è al penultimo posto in Italia per partecipazione dei ragazzi della Regione a Garanzia Giovani, progetto da 27 milioni di euro: è evidente che la promozione non è stata efficace”. Così Lorenzo Pellerano, consigliere regionale della Lista Biasotti, che ha presentato questa mattina in aula un’interrogazione all’assessore al Lavoro Vesco per fare il punto sulle iniziative della Regione contro la disoccupazione, per rafforzare il sistema dei Centri Per l’Impiego e promuovere il programma Garanzia Giovani.

“La quota degli occupati che hanno trovato lavoro attraverso i centri per l’impiego – dice Pellerano – è in continuo calo: dal 4,4% del 2009 all’attuale 2,2%. Percentuali distanti anni luce dalle performance degli stessi uffici nel resto d’Europa, per esempio della Germania, dove l’82% dei disoccupati trova una risposta in analoghi centri. È evidente che il sistema oggi non funziona a dovere e richiede un aggiornamento: semplificare, abbattere la burocrazia e rendere i Cpi davvero uno sportello accessibile ai giovani che vogliono reperire informazioni immediate sugli strumenti a loro disposizione, ad esempio per aprire un’ impresa o semplicemente per trovare un’occupazione. La Liguria ha a disposizione, in questo biennio, ben 27 milioni di euro di finanziamenti europei attraverso il programma Garanzia Giovani: tirocini, formazione, supporto all’autoimpiego e all’imprenditorialità.

Per sfruttare questa occasione “ritengo si debba stabilire un dialogo diretto con i giovani evitando di dirottare le risorse di Garanzia Giovani per tappare i buchi pregressi di centri per la formazione in dissesto. Nel distribuire il budget la regione si è confrontata con associazioni datoriali e sindacati, ma non possono essere solo questi i portavoce di migliaia di ragazzi che non hanno mai avuto un impiego e che cercano risposte immediate magari sul web. Qunado parla agli under 30 la giunta Burlando deve adeguarsi ad un mondo che cambia, non applicare vecchi schemi . Promuovere sui social networks le iniziative in atto e quelle future, fornire ai Centri per l’impiego tutte le informazioni sui progetti esistenti sono due passaggi “low cost” che la Regione potrebbe compiere in tempi brevi per rispondere all’emergenza – purtroppo sempre in crescita – della disoccupazione giovanile. Le poche adesioni dei ragazzi liguri al progetto Garanzia Giovani della Regione – 748 su 2.200 domande presentate al 1° agosto – sono un segnale evidente che sino a oggi qualcosa non ha funzionato: occorre rimediare al più presto ed aggiustare il tiro, se non vogliamo che i 27 milioni disponibili finiscano in progetti inutili o magari per mettere in pari i bilanci in dissesto di qualche centro di formazione, ignorato dai giovani. Il fatto che la Regione intenda avvalersi dei fondi di Garanzia Giovani per attività già svolte nel settembre 2013 non mi lascia ben sperare. I fondi devono creare opportunità di lavoro per i ragazzi, vigilerò affinché sia così”.