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Furto Molassana, rubata urna funeraria. Nuovo appello a Chi L’Ha Visto: “E’ una tortura, restituiteci nostro padre”

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Genova. E’ passato più di un mese da quando una famiglia genovese di Molassana alta si è vista rubare, oltre a un cospicuo bottino, l’urna funeraria con le ceneri del proprio padre da ladri ancora ignoti. I due figli, però, non si sono arresi e dopo vari inviti sulla stampa locale, hanno deciso di lanciare un ulteriore appello a più ampio raggio, andato in onda ieri sera nella nota trasmissione televisiva Chi l’Ha visto.

“Venditi tutto, ma restituisci nostro padre, metti l’urna davanti a una chiesa, a un bar, o dove vuoi. Oppure dillo a qualcuno, ma fai in modo che lo possiamo recuperare, perché, così, è davvero una tortura”, ha detto il figlio maggiore in diretta.

A scoprire la finestra forzata e il conseguente furto era stato il più giovane dei due, che aveva subito sporto denuncia ai carabinieri. Il furto non è stato perpetrato per chiedere un riscatto, come avvenuto invece in altre più note occasioni, i ladri potrebbero aver scambiato l’urna, del valore di alcune centinaia di euro, per un portagioielli. Ma la famiglia chiede solo la restituzione delle ceneri, il cui valore è incalcolabile.

“Chiediamo un briciolo di cuore, una mano sulla coscienza, si tenga pure anche il contenitore, consegni solo l’urna zincata e basta, così possiamo tornare a essere tranquilli. Per mia madre era una presenza importante, un modo per sentirlo vicino. Possono sembrare piccolezze, ma sono cose che aiutano”, l’appello finale del giovane 27enne.

I ladri, secondo l’art. 411 del codice penale che prevede e punisce la sottrazione e il vilipendio di cadavere o delle sue ceneri, rischiano una condanna da due a sette anni di reclusione.