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Esaote, Tursi risponde alla “diffida” dell’azienda: venerdì vertice a Roma

Genova. Una risposta formale alla altrettanto formale diffida inviata dai vertici di Esaote ai consiglieri comunali di palazzo Tursi verrà scritta nelle prossime ore dall’amministrazione comunale alla direzione dell’azienda biomedicale genovese.

esaote tursi

E’ questa la risposta del Comune di Genova ai lavoratori che questo pomeriggio sono arrivati a Palazzo Tursi per chiedere certezze sulla procedura di cambiamento del Puc che dovrebbe far ritornare industriali le aree di via Siffredi nel quartiere genovesi di Sestri Ponente dopo il trasferimento di Esaote agli Erzelli.

I lavoratori genovesi, insieme a una delegazione arrivata dallo stabilimento di Firenze durante la riunione con i capigruppo avevano chiesto che il percorso di cambiamento del Puc fosse concluso prima dell’incontro al ministero dello Sviluppo economico tra governo, azienda e sindacati fissato per il prossimo 10 ottobre, ma il vicesindaco Stefano Bernini ha spiegato che non può portare a termine la procedura fino a che non viene sancita la rottura del tavolo.

In caso contrario Esaote potrebbe chiedere i danni al Comune per la mancata vendita delle aree. Nel frattempo però ha ribadito il vicesindaco nessun eventuale contratto di vendita avrà alcuna validità. Sull’incontro del 10 i sindacati ribadiscono: “Andremo a Roma per ascoltare le proposte di mediazione da fatte dal Governo – spiega Andrea Baucia, rsu Fiom Cgil – ma se l’azienda resterà sulle sue posizioni noi resteremo sulle nostre che sono chiare e sono quelle già espresse e cioè la richiesta d un rilancio dell’azienda. E’ indubbio che questo passaggio con il Comune fa si che se non ci sarà un accordo con l’azienda quelle aree torneranno industriali”