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Emergenza rifiuti a Genova, Paita: “Effetto Napoli? No allarmismi, si tratta col Piemonte”

Genova. “Non abbiamo la certezza di riuscire a collocare tutto il quantitativo, però ci sono ancora spazi di trattativa. In questo momento non mi sentirei di creare allarmismo, ma neanche di sottovalutare una situazione molto seria”.

Lo ha detto l’assessore regionale all’Ambiente Raffaella Paita a proposito dell’ipotesi che il Piemonte possa accogliere solo una parte delle circa 70 mila tonnellate giornaliere di rifiuti che dalla prossima settimana non potranno più essere conferiti nella discarica di Scarpino a Genova con il rischio che il capoluogo ligure si trovi nella stessa situazione analoga a quella che riguardò Napoli. La discarica genovese è infatti priva di un impianto di separazione secco umido come previsto dalla legge, per questo a seguito dell’abrogazione da parte della Regione della norma che concedeva un’ulteriore proroga, la prossima settimana verrà chiusa.

“Con il Piemonte avevamo già lavorato a un accordo di salvaguardia nei mesi scorsi, ora stiamo ancora ragionando sui quantitativi, alcuni problemi ci sono ma sono convinta che alla fine riusciremo a trovare delle soluzioni. Non è un lavoro semplice e nemmeno scontato, ma stiamo ragionando anche sui minimi quantitativi. L’obiettivo è anche quello di contenere al massimo l’esborso tariffario che ricadrà su cittadini e imprese”. Questo però per l’assessore all’Ambiente della Regione è l’ultima possibilità per Comune di Genova e Amiu di mettersi a regime:

“Negli anni scorsi si è andati avanti a proroghe – prosegue Paita – non c’è stata una reazione da parte dei soggetti coinvolti per adeguare le discariche al ciclo dei rifiuti. Se ci fosse stata una programmazione in passato non saremmo in questa situazione”. “Pensiamo che oggi sia importante dare il tempo sufficiente per realizzare questi impianti ma – conclude l’assessore – non sarà tollerato nessun ulteriore rinvio”.