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Edilizia residenziale pubblica, Pellerano: “Arte tappa i ‘buchi’ della Regione ma non aggiusta gli ascensori”

Genova. Il consigliere regionale della Lista Biasotti, Lorenzo Pellerano, continua nel monitoraggio della condizione degli alloggi popolari in Provincia di Genova. Presentata un’interrogazione urgente per conoscere il piano di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria sugli impianti di elevazione degli immobili Erp.

“La metà degli ascensori presenti nei 400 immobili di ARTE a Genova hanno urgente bisogno di manutenzione: dalla sostituzione delle funi, a quella delle porte e dei rulli. Ci sono in ballo la sicurezza di centinaia di famiglie che vi abitano e la qualità della vita di tantissimi anziani e disabili residenti che, in caso di guasto, restano letteralmente prigionieri delle proprie case». Questa la denuncia di Lorenzo Pellerano, consigliere regionale della Lista Biasotti, che continua a monitorare la situazione degli alloggi di edilizia pubblica nei quartieri della “Grande Genova””.

Il consigliere Pellerano per primo nel 2011 si oppose con forza alla vendita /cartolarizzazione di alcuni immobili di proprietà della Regione che ha comportato l’aumento dell’indebitamento di ARTE di oltre 100 milioni di euro, operazione fortemente voluta dalla Giunta Burlando e oggi al vaglio della magistratura contabile. In questi giorni Pellerano ha presentato un’interrogazione urgente in merito alla situazione degli impianti di elevazione degli immobili Erp-Edilizia residenziale pubblica.

“Dalle segnalazioni che mi sono giunte e da alcuni sopralluoghi effettuati – spiega Pellerano – mi risulta che la maggior parte degli ascensori siano stati installati da oltre 30 anni. Spesso sono impianti obsoleti, che si guastano di frequente e passano giorni e a volte mesi prima che vengano riparati: essendo impianti molto datati, è difficile anche reperire i pezzi di ricambio. Nel frattempo le famiglie residenti, soprattutto gli anziani e i disabili, subiscono enormi disagi. Anche nel caso si tratti di impianti di più recente installazione, la situazione non migliora di molto. È il caso dell’ascensore inclinato di via Novella a Prà, quartiere molto popoloso del Ponente genovese. L’impianto è fermo da oltre un mese e sta creando un disservizio che colpisce non solo i residenti di via Novella, ma anche coloro che vivono nel resto del quartiere. L’ascensore infatti è l’unico collegamento con la sottostante via Montanella dove si trova un supermercato e la fermata dei mezzi pubblici. Pertanto è utilizzato anche dagli inquilini di molti palazzi della zona per raggiungere i propri portoni senza dover percorrere una lunga e ripida scala. Sulla tempistica del ripristino dell’impianto ho chiesto maggiori dettagli anche al direttore generale di ARTE Genova, ingegner Cotena, a cui ho inviato nei giorni scorsi una lettera sollecitando un intervento di riparazione dell’impianto. Purtroppo quello di via Novella è solo un esempio dei molti disservizi negli impianti presenti negli immobili ARTE: mancano le risorse e troppo spesso si attuano più “tapulli” che interventi dispendiosi di sostituzione programmata”.

“Un sistema questo che, oltre a essere decisamente dispendioso nel lungo periodo, crea disagi continui agli utenti. Per risolvere alla radice il problema sarebbe necessario fare una mappatura completa degli interventi e che la Regione fornisca al suo ente strumentale le risorse necessarie per un pian straordinario di aggiornamento degli ascensori. Purtroppo in questi anni la giunta Burlando si è mossa in direzione diametralmente opposta gravando ARTE Genova di un’operazione finanziaria estremamente onerosa e rischiosa; visto l’indebitamento di Arte difficilmente miglioreranno nei prossimi mesi le inefficienze con cui oggi gli inquilini delle case popolari di Genova devono fare i conti. Dopo le quanto meno dubbie operazioni da “tappa buchi” di bilancio regionale in cui ARTE si è trovata a svolgere il ruolo di “finanziaria”, mi auguro che l’Agenzia regionale territoriale per l’edilizia torni svolgere la sua prima mansione statutaria: garantire, nel modo migliore possibile, il diritto alla casa alle famiglie più deboli”.