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Dal terziario più lavoro per la Liguria, Uiltucs: “Una regia nazionale per il rilancio di piccole e medie imprese”

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Genova. Partire dal turismo, dal commercio e dai servizi per creare più lavoro in Liguria. Questo il tema centrale del convegno organizzato dalla Uiltucs, che ha dato vita  a un vivace dibattito al quale  hanno preso parte: il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Enrico Morando, Paolo Andreani, Segretario Nazionale della Uiltucs, Raffaella Paita assessore regionale alle Infrastrutture, Paolo Odone, presidente della Camera di Commercio  di Genova e Riccardo Serri, Segretario Generale Uiltucs Liguria.

Secondo la Uil, le emergenze occupazionali, il tasso di disoccupazione ligure e un mancato riassetto della regione sotto il profilo della grandi opere che impedisce – ad oggi –  l’interazione con il resto d’Europa e lo sviluppo del terziario, non possono  prescindere da una regia nazionale.  Il tasso di disoccupazione è salito dal 5.4 %  del  2008 al 10.4 % nel secondo semestre del 2014, segnando un record di  disoccupazione giovanile che passa dal 22 % al 42.1 %.

“Da questi dati ne  deriva la necessità di creare lavoro per creare ricchezza. La Uiltucs intende un
lavoro dignitoso, stabile, remunerato il giusto – afferma Riccardo Serri, Segretario Generale della Uiltucs ligure –  In generale nel nostro paese in tanti hanno  continuato a pensare all’economia (sviluppo) e al lavoro (regole) facendo riferimento solo alla grande industria, senza considerare che quel comparto stesse diventando, nostro malgrado, sempre più secondario”.

“E’ assurdo continuare a dire che il “male” della nostra economia è il nanismo delle imprese anzi, occorre velocemente creare il contesto perché le piccole e medie aziende  diventino punto di forza. “I processi di adeguamento e trasformazione devono essere rapidissimi e tutto questo riteniamo vada accompagnato anche da un ricambio generazionale, sia alla guida delle imprese sia della forza lavoro”, chiarisce Serri. Oggi il terziario, nell’economia italiana, rappresenta il 70.5 % dell’economia nazionale e contribuisce alla creazione della ricchezza in Italia per il 74.2%. In Liguria il terziario partecipa per l’83.7 % alla ricchezza regionale e gli occupati nei servizi rappresentano quasi l’80 % della forza lavoro.

Regole del mercato del lavoro, accesso al credito, scuola, giustizia e burocrazia sono ambiti di discussione che negli anni hanno seguito le esigenze delle grandi imprese industriali e non dell’economia reale fatta di medie e piccole imprese.  “Investire anche nel terziario vuol dire mettere in moto l’edilizia e non solo, industria dei macchinari, formazione. Il lavoro, quello buono, si crea con le imprese che investono – dichiara Serri –  E se da un lato troviamo anche in Liguria alcuni imprenditori che hanno compreso che osare significa percorrere la strada giusta, dall’altro ne troviamo tanti altri che “temono” i cambiamenti”.

Secondo la Uiltucs, in Liguria affinché le imprese possano osare, è necessario non rinviare i progetti relativi alla linea ferroviaria, tarata ancora sulle esigenze del secolo scorso, è prioritario rilanciare l’unico aeroporto, recentemente declassato e quindi non ritenuto strategico, e puntare  sul collegamento viario, specialmente quello  legato al nodo genovese fermo agli anni ‘70.