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Lavoro, la Cgil in piazza contro la riforma: cento pullman dalla Liguria, quattromila genovesi a Roma foto

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Genova. Cento pullman dalla Liguria, quattromila genovesi a Roma per lo sciopero generale della Cgil contro Jobs Act e le politiche del lavoro del governo Renzi.

“Al centro della manifestazione del 25 ci sarà il lavoro, la sua qualità, la sua dignità, i suoi diritti, perché non è vero che imprenditore e lavoratore sono sullo stesso piano – spiega il sindacato – Non a caso esiste un diritto del lavoro che tutela la parte più debole del rapporto di lavoro. In queste settimane il Governo si è concentrato sulla modifica dell’articolo 18 della Legge 300 indicando questo strumento del diritto come il freno che impedisce alle aziende di assumere e a quelle straniere di investire nel nostro Paese”.

Inoltre “Ha annunciato la decontribuzione per i prossimi 3 anni per le assunzioni a tempo indeterminato, provvedimento che rischia di essere l’ennesimo buco nell’acqua. In tutto questo però il Governo non è riuscito, nemmeno una volta, a far capire la relazione tra queste misure e la creazione di posti di lavoro.
Anche la Cgil sostiene da tempo la necessità di creare occupazione: “I tassi di disoccupazione sono impressionanti soprattutto tra i giovani dove si è toccata la percentuale del 44 per cento. E non sono bastati a risollevare le sorti del Paese gli 80 euro dai quali peraltro sono rimasti fuori ad esempio i pensionati. E a differenza di quanto sostiene il Governo, non servirà nemmeno spalmare il Tfr in busta paga, provvedimento dal quale ancora una volta sono esclusi i dipendenti pubblici o smantellare il contratto nazionale di lavoro lasciando il lavoratore solo e ricattabile”.

In sintesi, il sindacato crede che la scelta di non confrontarsi su questi e gli altri temi che il Governo ha messo sul tavolo sia una scelta miope e rischiosa. “Nel suo Piano del Lavoro la Cgil ha proposto e propone molte strade per uscire dalla crisi. Tra queste, la lotta all’evasione e la tassazione sui grandi patrimoni sono temi che non possono più essere elusi ed è da qui che si possono ottenere le risorse per abbassare le tasse sui lavoratori e sui pensionati, per estendere gli ammortizzatori sociali a tutti, per far riprendere i consumi e far tornare a girare l’economia, per rinnovare i contratti ai dipendenti pubblici fermi da 5 anni. La convinzione della Cgil è che solo attraverso uno sforzo straordinario si possa uscire da questa situazione”.