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Caos Tari, Miceli: “Nessun aumento rispetto allo scorso anno, in certi casi lieve diminuzione”

Genova. La Tari non è aumentata anzi in certi casi, nelle utenze domestiche, è diminuita di circa 10-30 euro. Quanto alle altre utenze, le più vessate dalla tassa sui rifiuti in base al principio di chi più consuma più paga, “l’anno scorso hanno subito un significativo aumento, quest’anno abbiamo cercato di evitarlo, rilevando un dato pressoché identico rispetto al 2013”. Così l’assessore al Bilancio Franco Miceli ha risposto alla doppia interrogazione a Tursi a firma Stefano Anzalone (Progresso Liguria), e Edoardo Rixi (Lega Nord), portavoci del malcontento di commercianti infuriati, che proprio una settimana fa avevano portato in Aula Rossa la simbolica Tari più grande di Italia, e di tutti i genovesi che, riscontrando errori nella bolletta appena arrivata, hanno preso d’assalto gli uffici nei giorni scorsi.

“In questo comune sono state recapitate bollette di oltre 44 mila euro – ha sottolineato Rixi -facendo un giro per bar negozi e ristoranti la media è di 5-6 mila euro, praticamente un secondo affitto. Gli esercenti sono pronti ad attrezzarsi per conferire i rifiuti per conto loro, è inaudito noi siamo solidali con la protesta fiscale – ha poi concluso il capogruppo del Carroccio – perché se sono stati fatti errori nel passato nella gestione dei rifiuti, non è certo colpa dei cittadini, ma della politica”.

“Alcuni hanno riscontrato un aumento del 50% rispetto all’anno scorso, per alcune attività commerciali diventa un bivio: pagare o licenziare – ha detto invece Anzalone – inoltre non c’è differenza se pagare la tassa a rate o in una soluzione unica. Per le attività commerciali sarebbe stato meglio prevedere agevolazioni”.

Miceli ha ricordato i passaggi che hanno portato alla definizione della tariffa: la legge impone la copertura dell’intero gettito dello smaltimento dei rifiuti attraverso il pagamento della tassa. Il consiglio comunale ha approvato il piano finanziario, secondo le regole previste dalla norma. E se nel 2013 il piano prevedeva un costo complessivo di 121milioni e 400 mila euro, nel 2014 ne prevedeva 126 milioni e 500, circa 5 milioni in più. “Il 4,2% di incremento – ha detto l’assessore – che ha avuto poi un impatto diverso tra utenze domestiche e non, con decisione presa dalla giunta e approvata il 22 luglio scorso in consiglio”. Nel 2013 l’incidenza sulle utenze domestiche era del 52%, quest’anno per riequilibrare i costi, con l’accordo delle associazioni di categoria, si è alzata al 55%.

“Secondo le nostre proiezioni gli aumenti per le utenze domestiche in termini di tariffa sono stati tra l’1 e il 2%, ma in termini di esborso c’è stata invece una diminuzione, e la Tari 2014 è risultata inferiore in certi casi dai 10 ai 30 euro rispetto allo scorso anno”. Discorso diverso per le utenze non domestiche, in particolare per le sei categorie più vessate, quelle appunto che rispondono al criterio chi più produce più paga: ristoranti, bar, ortofrutta, fiorai, ipermercati, ecc. che già nel 2013 hanno riscontrato un aumento molto significativo.

“Quest’anno abbiamo cercato di evitarlo, modificando i coefficienti e abbiamo rilevato un dato identico. Per i casi particolari e gli errori gli uffici sono a disposizione”, ha concluso Miceli. Quanto all’ipotesi di agevolazioni per la scelta di pagamento (3 possibili rate per le utenze domestiche, 5 per quelle non domestiche) non è di fatto possibile applicarle, “altrimenti dovremmo recuperare su altri soggetti e ingiustificatamente”, ha risposto l’assessore.