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Calcio: “Cinque domande” a Enrico Damonte, lo zar del Cogoleto

Cogoleto. Enrico Damonte, colonna difensiva del Cogoleto, ha due caratteristiche che lo accomunano a Pietro Vierchowod: una è il fatto di essere – fuori del campo – un anti personaggio, l’altra si riferisce alla grinta. Come lo “zar” blucerchiato è un mastino implacabile che non dà respiro all’avversario che affronta, mettendo in campo bravura, forza fisica, ma anche un’innata sportività.

Parafrasando lo scrittore Stephen King nella celeberrima raccolta di racconti “A volte ritornano”, quale è stata la molla che ti ha convinto ad indossare di nuovo la casacca granata?

“Innanzitutto devo dire che a Cogoleto, negli anni passati, che ci hanno visto tra l’altro vincere i campionati di Prima Categoria e Promozione, mi sono sempre trovato perfettamente a mio agio. In più l’amicizia con alcuni compagni di squadra, come Rondinelli e Rossi, ha fatto la differenza, rendendo possibile il mio ritorno, al punto che l’ho voluto fortissimamente”.

Quale giudizio dai al tuo inizio di campionato e a quello del Cogoleto?

“Anche se sono passate solo quattro giornate, la valutazione è più che buona. Anzi, stiamo andando meglio del previsto; la squadra è stata ringiovanita di molto, tanto che in rosa sono presenti diversi ragazzi del ’95-’96 e sinceramente il ruolo di ‘chioccia’ mi sta piacendo particolarmente. Si, sono soddisfatto: sei punti in quattro gare sono un bottino importante nella lotta per il consolidamento della categoria, vero ed unico nostro obiettivo”.

Hai qualche particolare rimpianto nella tua “carriera” calcistica?

“Assolutamente no, sono contento di essere riuscito a giocare in Eccellenza e Promozione, partendo dal basso, dalla Terza Categoria, conquistando tutto con i miei mezzi, senza l’aiuto di niente e nessuno. Mi sono sempre divertito, non lesinando energie durante gli allenamenti e grazie al calcio, ho trovato veri amici, con cui ho condiviso vittorie e sconfitte, sempre a testa alta”.

Vuoi abbandonare per un momento il ruolo di giocatore e metterti nei panni di mister? Con che modulo scenderesti in campo e con quali interpreti?

“Il modulo tattico che adotterei per una ipotetica squadra ideale, formata da calciatori con i quali ho giocato, sarebbe un 4-3-3, con Canciani tra i pali, Rondinelli, Tiraoro, Cesari e Robello sulla linea difensiva; Alessandro Damonte, Monaco e Andrea Amos sulla mediana, mentre in attacco spazio a Sigona, Michele Rossi ed Anselmo, in concorrenza però con Tabacco e Guerrieri”.

Secondo te chi vincerà il campionato di Promozione, girone A? E chi la classifica marcatori?

“La Carlin’s Boys è la favorita numero uno. L’avversaria più temibile per i nerazzurri sarà sicuramente la Voltrese, che mi piace parecchio. Quanto ai bomber, ce ne sono tanti e tutti molto bravi, a partire da Cardillo e Piovesan, se devo citarne un paio, ma penso che alla fine sarà l’arenzanese Battaglia a spuntarla”.

Nella foto: Enrico Damonte è il primo da sinistra in compagnia di Giorgio Guerrieri, Gabriel Tripodi, Michele Rossi nel Cogoleto, stagione 2008/09.