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Caccia in Liguria, il Governo impugna la legge regionale anti-Tar. Ambientalisti: “Basta scudi farlocchi”

Liguria. Per esercitare la caccia occorre sempre un atto amministrativo come il “calendario venatorio regionale”, valido e vigente in base ai principi fissati dalle norme statali. E’ questo, in sintesi, il principio in base al quale, e col sostegno delle attuali regole statali e della giurisprudenza costituzionale già consolidata, nella seduta del 23 ottobre il Governo Renzi ha impugnato presso la Corte Costituzionale la legge della Regione Liguria votata in via Fieschi lo scorso 16 settembre, battezzata “salva-calendario venatorio”.

“Il testo regionale, proposto dalla Lega Nord, e che aveva raccolto il sostegno di molti consiglieri regionali di maggioranza, con tanto di dichiarazione finale di urgenza (altro che prevenzione delle alluvioni), mirava a stabilire il principio che la stagione venatoria può proseguire comunque (in base a generiche regole nazionali), anche quando la magistratura amministrativa dispone sospensioni parziali o totali del calendario venatorio regionale, nel corso di cause instaurate davanti al Tar – spiegano le associazioni – Sulla palese forzatura LAC, WWF, VAS, LIPU, ENPA avevano inoltrato un dettagliato esposto al Governo, e il tema era stato discusso l’8 ottobre anche durante il ‘question time’ alla Camera dei Deputati, con una interrogazione a risposta immediata del gruppo SEL al ministro per gli Affari Regionali Maria Carmela Lanzetta”.

Secondo gli ambientalisti “L’unico modo per regolamentare seriamente la caccia in Liguria è produrre atti legittimi, anziché creare scudi farlocchi per provvedimenti che in passato hanno ignorato i pari scientifici obbligatori dell’Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale e forzato la normativa statale”, dichiarano le sezioni liguri delle associazioni ambientaliste firmatarie dell’esposto al Governo.