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Bilancio: per la Corte dei Conti il ricorso è inammissibile, ma la Regione va avanti

Liguria. Le sezioni unite della Corte dei Conti hanno ritenuto inammissibile il ricorso della Regione Liguria, dopo che la magistratura contabile ligure, a luglio, aveva parificato il consuntivo 2013 con esclusione di tre punti. A Roma, le sezioni riunite della Corte dei Conti hanno riconosciuto la propria giurisdizione, giudicando corretta la decisione della Regione Liguria a ricorrere contro tre punti esclusi dalla parifica sul rendiconto 2013.

“In attesa di conoscere le motivazioni del rigetto – ha reso noto l’assessore alle Finanze Pippo Rossetti – la Regione Liguria ipotizza anche che le sezioni riunite della Corte dei Conti possano aver considerato la delibera della Corte dei conti Ligure un provvedimento non lesivo della potestà legislativa del consiglio regionale, quindi legittimato ad approvare la legge di rendiconto”.

A questo punto, il bilancio consuntivo, secondo le proposte dell’assessore Rossetti, verrà presentato all’approvazione della giunta e del Consiglio come è prassi a livello governativo che, a fronte dell’esclusione dalla parifica di alcune parti del bilancio dello Stato, Camera e Senato approvano il consuntivo.

Ecco le parti escluse. Il primo riguarda i 17 milioni che rappresentano la quota che secondo la Corte dei Conti andava messa da parte e non spesa, a garanzia di eventuali rischi per i derivati . Al riguardo, la Regione Liguria accantonerà la somma nell’assestamento 2014,

Un altro punto contestato dalla Corte riguardava i crediti che la Regione Liguria vanta nei confronti dello Stato per 91 milioni di euro, secondo la Giunta sono ancora vivi e pertanto esigibili. La delibera della Corte dei Conti liguri invitava la Regione Liguria a fare una verifica e a mettere insieme una adeguata documentazione che ne proverebbe l’esistenza.

Il terzo punto riguarda la somma di 103 milioni di euro relativa alla vendita a Arte degli immobili della Sanità che secondo la Corte dei Conti andava iscritta come passività patrimoniale della regione. La questione non comporta modifiche sulle politiche regionali sull’indebitamento né sulle manovre fiscali.