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Bancarotta fraudolenta, la Cassazione annulla la condanna per l’ex patron del Genoa

Genova. Sentenza da rifare per l’ex presidente del Genoa, Renzo Fossati condannato per bancarotta fraudolento in primo grado a sei anni di reclusione e in appello a 7. La Cassazione ha annullato la condanna e il procedimento dovrà tornare in appello.

Secondo l’accusa l’ex patron della società rossoblu, agendo in qualità di amministratore unico e, dall’8 settembre 1999 fino al fallimento, di liquidatore della “Immobiliare Casabuona srl” dichiarata fallita nel febbraio 2001, avrebbe tenuto i libri e le scritture contabili in modo tale da non consentire la ricostruzione del patrimonio della società e dell’andamento degli affati. Questo, sempre secondo il capo d’imputazione, al fine di occultare le distrazioni del patrimonio della società.

In particolare non avrebbe annotato le somme ricevute dagli acquirenti di appartamenti di palazzi da lui costruiti quasi 20 anni fa a Molassana, sulle alture di Genova, a titolo di corrispettivo e non indicate nei rogiti notarili.

Renzo Fossati, assistito dagli avvocati Pasquale Tonani e Andrea Testasecca, in primo grado era stato condannato a sei anni (tre anni condonati) e interdetto in perpetuo dai pubblici uffici.