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Ansaldo Sts e Selex Es, i circoli Pd scrivono a Moretti: “No alle cessioni”

Genova. L’attuale situazione del settore civile di Finmeccanica, e in particolare quello rappresentato dalle aziende genovesi Ansaldo Sts e Selex Es preoccupa molto i lavoratori dei circoli Pd di Genova, che hanno deciso di scrivere a Mauro Moretti, amministratore delegato Finmeccanica.

“A maggior ragione nel momento in cui sembrano riprendere, da parte del management di Finmeccanica, le trattative per la cessione di alcune di esse, nello specifico le più importanti del comparto trasporti: Ansaldo Sts (indiscusso leader mondiale nel settore dei sistemi di segnalamento) e Ansaldo Breda (che ha recentemente presentato l’ETR 1000). E’ nota la nostra contrarietà a una cessione che sposterebbe decisamente e definitivamente sul settore militare e della difesa la missione di Finmeccanica, tagliando di netto aziende che operano nel settore civile, come già avvenuto con la vendita di Ansaldo Energia”, si legge nella lettera.

Già da tempo Selex Es collabora con Ansaldo Sts, all’interno di un perimetro produttivo legato al settore dei trasporti, automazione industriale, information technology, engineering.

“Negli ultimi anni le innumerevoli operazioni di ristrutturazione e accorpamento aziendale per la costruzione della nuova Selex Es hanno indubbiamente determinato un rafforzamento dei settori militare, difesa e sicurezza, mortificando il settore civile e riducendo una vocazione produttiva che, se opportunamente valorizzata, potrebbe rappresentare un’importante sfida industriale per il futuro delle aziende genovesi. Una cessione delle due Ansaldo indebolirebbe nei fatti le attività industriali di Selex Es. Non possiamo infatti non avere presente come nella meccanica e nell’informatica l’appartenenza a Finmeccanica fosse un elemento che aumentava sinergie e le possibilità di presenze congiunte sul mercato”, spiegano.

I lavoratori si riferiscono non solo ai settori legati al mondo dei trasporti integrati, ma anche dell’automazione industriale correlata ai sistemi di automazione del postale e di settori del mondo areo-portuale e dei corrieri.

“Tutto questo settore potrebbe diventare, se opportunamente valorizzato, l’attore principale di una sfida industriale che tornerebbe a scommettere su un mercato potenzialmente aperto e accessibile.
Sarebbe il momento di avere una visione strategica per un settore dove esistono competenze ed esperienza, maturate da tempo nello sviluppo di sistemi e progetti in Italia e all’estero anche in contesti di forte criticità e concorrenza – concludono – Chiediamo un piano industriale inclusivo delle diverse realtà produttive, che abbia una visione di più lungo periodo. E’ una scommessa da fare, è una sfida che si può vincere.
La trasformazione della holding Finmeccanica da finanziaria a industriale fa ben sperare che sia con questa visione che debbano essere immaginati i futuri riassetti delle aziende operanti nel settore civile”.