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Alluvione, si spala sotto la pioggia: fango e distruzione, Genova di nuovo ferita al cuore fotogallery

Genova. Fango, carcasse di motorini, ancora fango, le orme che si cancellano sotto la pioggia che si rigenera. Tra le lamiere dei locali distrutti ci sono i rami, segno della natura che di nuovo, a Genova, si è ripresa spazio e terra.

alluvione 9 ottobre a genova

Dopo tre anni la Superba è di nuovo in ginocchio, colpita al cuore, nel suo centro, da una nuova alluvione. Ora come allora, il Bisagno ha rotto gli argini, ha risucchiato il cuore di Genova portando con sé acqua, fango, detriti. Rabbia e distruzione. Borgo Incrociati, sommerso da 2 metri di acqua, di nuovo.

Il giorno dopo è una ferita che torna a fare male: i nuovi angeli del fango, stivali e pala alla mano come tre anni fa, spianano via San Vincenzo coperta da un tappeto di fango. Motorini a terra. Cocci, cassonetti. Si spala, sotto la pioggia, continuamente in fondo a una via XX Settembre irriconoscibile, spettrale. Senza il brulichio di un venerdì qualunque, senza autobus e mezzi. Solo pale e le vetrine allagate.

Un tragico spettacolo, uguale a se stesso e a tre anni fa, che prosegue nelle vie più piccole, via San Vincenzo, piazza Colombo, fino a Brignole, dove ieri sera è stato trovato il corpo senza vita dell’ennesima vittima dell’alluvione. In via Tolemaide i negozi sono sventrati, sfondati. Il Bisagno è dietro, si sente si vede dalle parete crollate. Silenzio e rabbia, maniche arrotolate ancora una volta. Via Archimede travolta, e poi, di nuovo, Borgo Incrociati, ferito a morte, come Genova, tre anni dopo.