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Alluvione, rebus primarie per il Pd. Terrile: “Priorità è Genova, prima gli indennizzi” foto

Genova. “E’ in gioco la nostra credibilità. E’ troppo facile rispettare le nostre regole e le nostre scadenze interne. Prendiamoci l’impegno di rispettare le scadenze della città, delle nostre imprese, dei nostri artigiani. Se la priorità è Genova, impegniamoci a organizzare le primarie dopo aver liquidato i primi indennizzi di questa alluvione”.
Lo ripete, ancora, il segretario genovese del Pd, Alessandro Terrile questa volta scegliendo la piazza virtuale di Facebook. Un modo per raccontare l’impegno personale sul territorio e per rimarcare la posizione uscita anche l’altra sera sul nodo (cruciale?) delle primarie per la corsa alle regionali.

“Stamattina con Fabrizio Ivaldi sono andato a trovare il vetraio di Via Ferreggiano – scrive il segretario sul suo profilo – Nel 2011 nel suo laboratorio l’acqua aveva superato i 3 metri. Quest’anno si è fermata a 2 metri e mezzo. Ha di nuovo perso tutto, stavolta anche il furgone appena comprato. E aspetta ancora l’indennizzo per l’alluvione del 2011. Gli ho detto che le procedure questa volta saranno più rapide, che una parte degli indennizzi saranno anticipati già nei prossimi mesi”.

La credibilità in gioco, sottolinea Terrile. Lontano dalle regole, dalle scadenze interne di un partito alle prese prima con le faide interne e ora con il fango dell’alluvione. Il tempo, però, non è detto che sia galantuomo. Se la chiamata al voto per il successore di Burlando sarà il 15 marzo, ci saranno pochi mesi in cui organizzare, nel caso, questa tornata di consultazioni, già spinose di loro e diventate ancora più scomode all’indomani del 9 ottobre. Il problema ora è duplice: farle, non farle, e se sì quando. In ballo le diverse posizioni: il fronte paitiano, capeggiato da Burlando in sostegno dell’assessore regionale decisa a correre fino in fondo la sua partita, spinge per fissare la data a dicembre onde evitare sovrapposizioni con l’avvicinarsi del voto.

Al contrario i “cuperliani”, tra cui i due segretari Terrile e Lunardon, sempre in attesa di un candidato altro, premono per il rinvio a gennaio. Un deus ex machina che, se unitario, potrebbe cancellare le stesse primarie ma molto difficile da immaginare.

In mezzo i civatiani che potrebbero anche scegliere un candidato esterno e chi come Berruti, dopo il ritiro con polemiche delle scorse settimane, sta a guardare l’arrivo di novità.

A dirimere la questione non è bastato ieri il vertice romano in segreteria nazionale, a cui erano presenti tra i quali il governatore, i ministri liguri Pinotti e Orlando e i due segretari. Decisiva, forse, la prossima settimana, con l’arrivo a Genova del vicesegretario nazionale Lorenzo Guerini.