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Alluvione a Genova, il racconto di un incubo: “Speri sia un brutto sogno e invece è realtà” fotogallery

Genova sta vivendo un nuovo incubo, anzi alcuni vorrebbero che si trattasse solo di un incubo e invece è pura realtà. “Apri gli occhi. Sei sdraiato nel tuo letto e pensi ‘ok é stato un incubo’. Ma subito dopo ti rendi conto che non è così. I rumori dalla strada sono solo di sirene, ruspe e macchinari. Apri la finestra e vedi una Genova diversa da sempre, l’odore del fango ti entra nelle narici. Cerchi qualcosa di pulito, perché fare tante lavatrici non puoi, la corrente è tornata ma solo grazie ad un filo volante che la porta dal palazzo vicino. Altrimenti saremmo ancora senza, da giovedì notte, quando anche noi abbiamo visto la strada diventare un fiume, sventrare le porte carraie dei fondi del palazzo e sommergere 80 automobili, duemilacinquecento metri quadrati di box, e arrivare a tre metri di altezza. Là sotto c’è anche la caldaia e la centralina elettrica che dà corrente a dieci palazzi.”. Questa la testimonianza di Luca Saccone, uno dei tanti genovesi che purtroppo si è trovato ancora una volta colpito dalla nuova e terribile alluvione che si è abbattuta su Genova.

Un racconto che testimonia le ansie, gli attimi di paura, la rabbia e la disperazione per quanto accaduto. Luca abita in corso Sardegna, nella zona bassa, una delle più colpite. “Scendi in strada e capisci subito che nemmeno oggi sarà la giornata giusta per iniziare a spalare il fango: ci sono ancora 1500 mm di melma, acqua e fango. Le automobili iniziano a riconoscersi, ma siamo ancora distanti dal poter entrare. Basta sbirciare dall’unica finestrella del garage. Siamo tutti lí a cercare di riconoscere un pezzo della propria macchina. Quello potrebbe essere il mio cofano? Forse quel tetto é della mia? Scopri che in tanti hanno avuto il tuo sesto senso quel maledetto giovedì notte. Tu hai fotografato la macchina (senza saperlo per l’ultima volta), ma c’é anche chi dopo averla posteggiata è tornato indietro, ha messo la mano sulla portiera e ha pensato ‘ci rivedremo?'”, racconta ancora.

Da venerdì sera, e da quasi 48 ore senza tregua, a lavorare nei fondi c’è la Misericordia di Genova, e le Misericordie di Massa, Empoli, Lido di Camaiore e Torre del Lago Puccini, e gli Angeli del Fango. “Lavorano e, soltanto per caso, scopriamo che si autofinanziano per il gasolio, oltre che per mangiare e bere. Subito ci attiviamo, raccogliamo le offerte per il gasolio, poi andiamo al supermercato più vicino e facciamo un po’ di spesa. Senza di loro noi saremmo ancora nelle condizioni di giovedì notte. Non abbiamo visto passare Protezione Civile nè Istituzioni, a parte l’Amiu che stamattina ha deciso fosse venuto il momento di venire a pulire i tombini. Alle 14 di oggi, dopo due giorni di lavori portati avanti dai volontari, finalmente arriva la Protezione Civile, che non aveva ricevuto la giusta coordinazione da parte delle Istituzioni. Se i ragazzi della Misericordia non fossero venuti in nostro soccorso la Protezione Civile avrebbe iniziato soltanto oggi a pompare acqua. E saremmo indietro di due giorni”.

“Quindi oggi non si spala ancora. Puoi scegliere che fare… andare alla ricerca di qualche negozio aperto (qualche fortunato che non é stato colpito dalla piena) per fare un po’ di spesa, guardare se qualcuno ha bisogno, oppure tornare in casa e aspettare, lavare via il fango e sapere che lo farai mille altre volte. Certo è che sei stanco, ci sono ancora duemila metri quadrati di garage da pulire ma hai già la schiena a pezzi. E poi pensi a come pulire, con che cosa…hai trovato solo degli stivali e un tiracqua. Ma sto fango come lo farai uscire? Ti chiamano gli amici, vogliono venire ad aiutare. Devi dirgli che per ora non si può fare nulla, c’è la pompa ancora in azione. Si deve aspettare, un altro giorno, e intanto perdi il conto e in cuor tuo speri ancora che sia un incubo”, conclude Luca.