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“Burlando dimettiti”. Alluvione Genova: la rabbia dei commercianti sotto la Regione fotogallery

Genova. Momenti di tensione sotto la sede della Regione Liguria a causa della protesta dei commercianti alluvionati che chiedono l’effettività e la rapidità dei risarcimenti promessi dopo l’alluvione di giovedì sera.

Alluvione Genova: protesta e rabbia per le vie del centro

“Alluvionati non rassegnati” e “Burlando dimettiti” recitano alcuni dei cartelli portati dai negozianti e dagli artigiani, molti dei quali hanno subito le conseguenze di due alluvioni in tre anni. “Ecco le chiavi della nostra attività, andate avanti voi. Abbiamo perso tutto: ora serve qualcuno che risolva i problemi, al più presto, se no la maggior parte di noi non riapre più”, l’urlo disperato di chi ha perso la speranza.

“I soldi devono arrivare subito, a fine anno è troppo tardi. Come facciamo a ricomprare tutto quello che abbiamo perso?” si sfogano i commercianti. E ancora: “Non ci accontentiamo della sospensione delle tasse, è una goccia nel mare, ci servono i soldi per ripartire. Non abbiamo più fiducia di nessuno, a loro arriva lo stipendio tutti i mesi, noi abbiamo il mutuo. Sapete cosa vuol dire?”.

Una delegazione di venti commercianti è salita a parlare con l’assessore allo sviluppo economico Renzo Guccinelli. Assenti, invece, il governatore Claudio Burlando e l’assessore Raffaella Paita, che dovevano essere in piazza De Ferrari per una conferenza stampa sulla prima erogazione liberale, ma la cui sede, a quanto pare, è stata cambiata all’ultimo nei locali della Protezione Civile, in via Brigate Partigiane. Notizia che ha generato ancora più rabbia e malumore tra i manifestanti. “Una brutta fotografia di una giunta regionale che si impegna poco”, commenta una signora. “Una cosa molto grave”, aggiunge un altro rappresentante.

Poi, il momento delle risposte. “Qualche differenza c’è dal 2011 – ha spiegato il presidente del Civ di Corso Sardegna a incontro terminato – facendo il modello E, i soldi sono immediati, almeno all’80%, in tempi veloci”. Nessuna perizia di costi, questa volta. “Presentiamo il modello E ed entro un mese dobbiamo ottenere il rimborso 80% – ha ripetuto per chiarire meglio – soprattutto per i danni entro i 40 mila euro, perché i fondi della Regione ci sono già. Per quelli maggiori c’è un altro mese, ma non c’è più bisogno come nel 2011 di rendicontare tutto dopo, basta l’autocertificazione. E se a dicembre non riceviamo i soldi veniamo qui e ci muriamo. Ora si va in Prefettura, l’altro elemento catalizzante”.

“Soddisfatti per i rimborsi velocizzati, le procedure gratuite, è quello che volevamo. Ma vogliamo ancora l’annullamento delle tasse, la moratorie sui mutui e la certezza della messa in sicurezza del territorio, la nostra priorità”, ha commentato Alessandro Cavo, presidente Ascom.

Infine il corteo dei commercianti si è diretto in Prefettura, sede simbolo del Governo.