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Cronaca

Alluvione Genova, “mai più fango”. Appc: “Comitato di cittadini e parte della Tasi per la prevenzione”

alluvione genova impronta simbolo

Genova. Cittadinanza attiva, principio di sussidarietà, e una parte della Tasi per un programma pluriennale di prevenzione e manutenzione. E’ la proposta per far concretamente fronte al dissesto idrogeologico che ormai periodicamente danneggia Genova. L’ha lanciata oggi Appc, l’Associazione piccoli proprietari case.

“Dopo il diluvio vero e proprio è seguito un diluvio di parole – ha commentato Mario Fiamigi, segretario Appc Genova – Noi pensiamo che i piccoli interventi manutentivi siano mancati in questi anni e siano la causa non secondaria del disastro. Crediamo anche che le risorse ci siano, si possano trovare e, almeno in parte, debbano essere destinate a questi interventi senza necessità di tagliare servizi essenziali. Non può essere solo il Comune ad occuparsene, soprattutto in questo momento in cui, da parte dei cittadini, c’è tanta sfiducia nelle istituzioni pubbliche. Esiste il modo, previsto dalla Costituzione dopo la riforma del 2001, riassunto nel principio di sussidiarietà, per cui cittadini possono attivarsi per interventi di pubblica utilità”.

Secondo l’associazione al di là degli interventi “più che doverosi” delle istituzioni, serve anche un cambio di mentalità nei cittadini: partire dalla piccola proprietà per la difesa del territorio, con un ritorno alla cultura della manutenzione ordinaria della propria casa e del proprio territorio.

“Vorremmo creare un comitato costituito da cittadini colpiti, commercianti e artigiani, supportati da tecnici, in particolare ingegneri e geologi, che svolga un lavoro di impulso, indirizzo e controllo, per garantire efficienza e trasparenza”. Cittadinanza attiva, insomma. Obiettivi: la pulizia costante di rivi e caditoie, il rafforzamento degli argini, l’adozione di barriere di protezione a difesa degli esercizi commerciali e dei portoni, l’installazione di sistemi di allarme anche molto semplici con cui si possano mettere in sicurezza i cittadini, come è già stato sperimentato a Sant’Olcese. “Tutti interventi che possono essere realizzati subito, anche solo per restituire un po’ di fiducia in attesa delle grandi chimere come la copertura del Bisagno”, sottolinea l’associazione.

E i finanziamenti? “Non bisogna aspettare sempre che arrivino i soldi da Roma, a Genova c’è un grosso flusso di denaro che potrebbe essere utilizzato meglio. – ha spiegato Marco Evangelisti, presidente nazionale di Appc – I cittadini genovesi e, in particolare, i piccoli proprietari di immobili, sono estremamente tassati, è un dovere per il Comune avere un programma di interventi medio-piccoli per prevenire il dissesto idrogeologico, non solo nelle emergenze. Ma crediamo che sia la città a doversi dare un calendario di interventi. La nostra proposta è quella di avviare un programma pluriennale di manutenzione”. Un lavoro costante da finanziare con le imposte locali. “Noi proprietari paghiamo la Tasi che genera un gettito annuo di 75milioni di euro. – ha sottolineato Evangelisti – Quali cittadini finanziatori del Comune vorremmo che parte di questi denari fossero impiegati per opere necessarie. Pertanto chiediamo al Comune di destinare il 30% del gettito Tasi, pari a 22milioni e 500 euro, a piccoli e medi interventi con finalità preventiva”.

La prossima settimana sarà lanciata sul sito di APPC (www.appcgenova.it) una petizione con raccolta di firme, sia on line che cartacea, a sostegno della richiesta, che sarà poi portata all’attenzione del Comune di Genova.