Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Alluvione Genova, i cittadini di “Ora Basta” a Tursi. Doria: “E’ il momento di risposte e responsabilità” fotogallery

Genova. “In un momento come questo, in questa giornata, la cosa peggiore che può accadere è di non riuscire a parlare, né in quest’aula, né ai cittadini che hanno bisogno di risposte puntuali”.

E’ tornato a riferire in Aula Rossa il sindaco Marco Doria, dopo un incontro di circa un’ora con la delegazione dei manifestanti arrivati in corteo al grido, partito virtualmente da Facebook, “Ora Basta”. In mano, la richiesta di dimissioni presentate dai cittadini scesi in piazza, alla volta di entrambe le giunte e di Arpal. Fra una settimana, ha annunciato Doria, ci sarà un nuovo incontro “per fare il punto sulle situazioni sollevate”.

“Parto dalla petizione – ha iniziato il sindaco – Ci sono una serie di giudizi politici molto negativi sulle amministrazioni comunale, regionale, e su Arpal. Io ritengo che le dimissioni, ora, non faciliterebbero le decisioni necessarie da assumere, né permetterebbero di seguire le procedure complesse di aiuto per i cittadini, così come non faciliterebbero i provvedimenti, anche in tema di bilancio, in favore dei soggetti colpiti”.

Lo ha già detto e lo ha ribadito anche oggi: “In questo momento, anche se più gravoso, ritengo più importante dare risposte e assumerci le nostre responsabilità”.

Ma le dimissioni non solo l’unica richiesta pervenuta nelle mani del sindaco. I genovesi che oggi protestavano sotto Tursi, vogliono risposte sulla partenza immediata dei lavori previsti per lo scolmatore del Fereggiano e sulla copertura del Bisagno, oltre ai soldi per i risarcimenti da ottenere subito.

E oggi, in seduta straordinaria, la giunta ha assunto una decisione, che si dovrà poi tradurre in delibera da proporre al consiglio comunale.

E’ il seguito della prima, presa a ridosso della alluvione, sulla sospensione dei tributi comunali per gli alluvionati. “Vogliamo arrivare alla riduzione o all’azzeramento, sulla base di una manovra di bilancio”, ha annunciato Doria. Per fare questo però, la giunta ha individuato una serie di criteri (vedi qui), dopo il confronto con la Camera di Commercio e le associazioni categoria.

Poi il tema dei lavori. “Nel giro di pochi giorni l’amministrazione si è trovata ad attivare 49 somme urgenze, tra frane, muri crollati, strade sprofondate – ha ricordato Doria – l’ultimo è quello del crollo del chiostro di Certosa”. Per 45 casi si è calcolato una cifra pari a 17.600.000 euro che il Comune deve pagare e che potranno poi rientrare nel capitolo dei rimborsi, quando a livello centrale si sarà quantificato l’importo a disposizione dei comuni colpiti. Solo una parte dei 25 milioni, che comprendono anche i danni a infrastrutture, quantificati da Tursi. Un conto, purtroppo “destinato ad aumentare”.

In ultimo, capitolo Fereggiano e Bisagno, “perché non debbano più fare paura quando piove”. Per evitare il ripetersi delle esondazioni
servono opere di ingegneria idraulica, due in particolare. In primis, il rifacimento integrale della copertura del Bisagno, ovvero i tre lotti completi. Il primo, finanziato ed eseguito, il secondo finanziato, ma bloccato dalla giungla del Tar che dovrebbe ora ripartire, e, infine, il terzo, per il tratto da Corte Lambruschini alla ferrovia, da 95 mlm che, però, il Comune non può sostenere e a cui dovrà necessariamente pensare il governo. “Dei 95 mln abbiamo ottenuto che 18 fossero stanziati nello Sblocca Italia – ha spiegato Doria – inoltre c’è l’impegno politico del Governo a trovare per l’anno prossimo gli altri 77 mln e portare, così, la portata a circa 900 metri cubi al secondo”.

Tursi ha poi finanziato lo scolmatore del Fereggiano che devierà altri 100 metri cubi dal Bisagno. “Con questi due lavori si raggiungerebbe la portata dei 1000 metri cubi – ha ricordato – ma l’opera risolutiva sarebbe lo scolmatore del Bisagno, per deviare le acque a monte, ma parliamo di una cifra intorno ai 300 milioni”.

Quanto allo scolmatore del Fereggiano, la commissione comunale sta esaminando le offerte delle imprese sia per la verifica degli aspetti tecnici amministrativi che ingegneristici. “Un’operazione che richiede tempo, i lavori partiranno nella prima parte del 2015 e con la possibilità di procedere comunque anche in caso di pendenze e ricorsi al Tar”, ha detto il sindaco.

Prima di riprendere l’incontro con un’altra delegazione di cittadini, Doria ha ricordato, tra le somme urgenze, il ricovero di decine di sfollati, 62 nuclei famiglie, di cui 44 ospitati in albergo: “un’altra emergenza impegnativa”. “I servizi sociali di tutti i Municipi hanno attivato i ricoveri, un lavoro non semplice. Riconosciuti anche i buoni pasto alle famiglie ospitate per alleviarne la difficoltà”, ha sottolineato l’assessore Fracassi. Via delle Tofane resta la situazione più critica, 32 famiglie sfollate dopo la terribile frana che ha colpito il territorio della Valpolcevera.

Infine un monito: “La maggior parte delle somme urgenze riguardano interventi fuori dagli alvei dei fiumi – ha ripreso la parola il sindaco- E’ un territorio che sta collassando, ma l’amministrazione ha il dovere di reagire e di rispondere. E’importante che esista la presenza dell’amministrazione nelle sue piene funzioni, senza una giunta sarebbe tutto più drammaticamente complicato, anche il dialogo con il governo”.

“A me ora non importa se Renzi viene o non viene a Genova, in questi giorni di enormi difficoltà il governo nazionale è stato presente – ha concluso – lo dico non per piaggeria ma perché ho avuto interlocuzione costante con i ministri, il sottosegretario Delrio e con D’Angelis che si occupa del reperimento dei finanziamenti. Non basta, chiaro, così come non basta quello che facciamo noi se poi non rispettiamo i tempi”.

E martedì prossimo è infatti in programma una nuova seduta monotematica, con la delibera di giunta al voto dell’aula.