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Alluvione a Genova, Gabrielli: “Siamo in piena emergenza, non crocifiggiamo i previsori” fotogallery

Genova. “Siamo ancora in piena emergenza, le previsioni per le prossime ore non sono confortanti sia per la giornata di domani che per quella di lunedì”. E tutti gli sforzi delle strutture di protezione civile del territorio devono essere utilizzate a gestire queste situazioni e ad informare i cittadini”. Lo ha detto il capo della Protezione civile Franco Gabrielli al termine della riunione operativa in Prefettura a Genova per fare il punto sulla situazione dopo l’alluvione di giovedì. “In questi momenti è anche prioritaria la vicinanza del sistema e delle associazioni di volontariato ai cittadini, non solo nel capoluogo ma anche nell’entroterra”.

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Poi il punto sulle previsioni degli scorsi giorni. “Dal punto di vista delle previsioni evidentemente qualcosa si è sbagliato, perché è stata fatta una valutazione e si sono verificati eventi diversi, ma da qui a sostenere che dobbiamo crocifiggere chi ha sbagliato ne corre” Lo ha detto ha detto il prefetto Franco Gabrielli in conferenza stampa al termine della riunione operativa che si è tenuta in Prefettura a Genova. “Se ci sono delle responsabilità verranno accertate, visto che ci sono anche delle inchieste in corso, ma sarebbe un grande errore disperdere il sistema di protezione civile che dal 2011 a oggi Genova ha costruito coinvolgendo istituzioni e cittadini”.

“C’e’ una direttiva purtroppo non applicata del 27 febbraio 2004 che stabilisce responsabilità e catene di comando. Nel nostro paese alcune regioni funzionano in un modo e altre in un altro e questi sono i frutti perversi di una legislazione concorrente che nel 2001 ci ha regalato protezione civile a geometria variabile”. Nel caso della Liguria – ha detto Gabrielli – la Regione è autonoma sotto il profilo sia della previsione meterologica che della valutazione idrogeologica. Ogni giorno, ovviamente all’esito di una serie di interlocuzioni con le strutture nazionali, Arpal fa una sua previsione meterologica sul quanto pioverà, se sarà particolarmente intensa. Una volta stabilita la previsione, la Protezione Civile valuta la ricaduta di questa previsione sul territorio. Si può verificare il caso che non essendoci una previsione significativa, la Protezione Civile fa comunque una valutazione di impatto molto critica perché il territorio e’ già imbevuto, i fiumi sono già in piena, gli argini sono già stressati. Quindi la Protezione Civile fa una valutazione di un certo tipo non necessariamente perché pioverà tanto ma perché il quadro è critico”.

Questa criticita’ viene divisa in tre livelli, ordinaria, moderata ed elevata” e “nella situazione ligure, la criticita’ ordinaria e’ praticamente niente, una sorta di pre-allerta. Mentre per la criticita’ moderata e l’elevata ci sono le allerte 1 e 2. A queste criticita’ diverse corrisponde l’attivazione sul territorio di tutta una serie di azioni. Quando il sindaco dice che non sono stati avvertiti, non fa lo scaricabarile ma e’ perche’ ovviament a quel tipo di allerta sarebbe corrisposto un tipo di attivazione che in questo caso non c’e’ stato.