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Alluvione a Genova, Doria chiede lo stato di calamità: “L’allerta non c’era, ma dal Comune massima attenzione” fotogallery

Genova. Una nuova alluvione si è abbattuta su Genova, un copione che può sembrare molto simile a quello del 2011 e che ha messo nuovamente in ginocchio la città, provocando anche una vittima.

Oggi il sindaco Marco Doria ha fatto il punto della situazione, ricostruendo i fatti e facendo un appello alla Regione affinché chieda lo stato di calamità per aver immediatamente risorse a disposizione per riparare i danni. “Ieri ci siamo mossi sulla base dell’avviso meteorologico regionale delle 9.39, che non parlava di allerte (emessa intorno alle 11.30 di oggi), ma di quantità di pioggia significativa e probabilità alta di temporali e rovesci forti – dichiara il primo cittadino – L’amministrazione, sulla base di questo input, ha allertato il presidio permanente di protezione civile, con 4 pattuglie dedicate dalla municipale, che hanno seguito percorsi definiti per controllare la situazione”.

Particolare attenzione è stata riservata alle scuole. “Attorno alle 11.15, quindi in pieno orario scolastico, sono stati avvisati tutti i dirigenti scolastici per allertarli sulla possibilità di adottare misure previste in emergenza, cioè sospendere l’uscita e far salire gli alunni ai piani alti – spiega Doria – L’attenzione, quindi, in mancanza di allerta 1 e 2, è stata la massima che potevamo avere”.

Nel tardo pomeriggio la situazione sembrava migliorare e si prevedeva che oggi non ci sarebbe stato nemmeno più l’avviso, ma soltanto il livello di attenzione. “Io non voglio polemizzare e non voglio improvvisarmi meteorologo. Dalle 22 si è però registrato un incredibile aumento delle precipitazioni. All’una di notte ho analizzato i dati che riguardavano le 24 ore precedenti: sul Geirato sono caduti 400 mm di pioggia, di cui 262 caduti nelle ultime 12 ore e 256 nelle ultime 6 ore, di cui 215 nelle ultime 3 ore”.

Quindi un’impennata verticale dopo le 22, che causato la piena del Bisagno. “Che ha raggiungo livelli superiori a quelli del 2011 e ha provocato l’esondazione in alcuni punti, prima della copertura – precisa il sindaco – Ci siamo attenuti a quanto detto da Arpal e lo abbiamo comunicato ai cittadini con i pannelli stradali e quelli sui mezzi Amt”.

La centrale operativa ha però incominciato a ricevere segnalazioni dopo le ore 21. “La prima, delle 21.35, registrava allagamenti in via Adamoli. Sui nostri sistemi di comunicazione immediata, che sono i social media, la notizia è stata data subito – spiega – Alle 23.02 è stato inoltre lanciato un messaggio che diceva: ‘attenzione, forti temporali, massima attenzione nella zona del Bisagno’”. Il primo cittadino ha spiegato che la zona della val Bisagno è stata chiusa prima delle 23, da corso Montegrappa a scendere e che alcune pattuglie della municipale hanno continuato a monitorare la zona.

Il Comune ha quindi dovuto affrontare l’emergenza. “Non eravamo stati avvertiti, perciò ricevevamo le informazioni in tempo reale e a nostra volta informavamo immediatamente i cittadini”, specifica Doria, che poi punta il dito sul problema di un territorio massacrato.

“Servono interventi radicali che rimuovano o attenuino i pericoli che possono crearsi in eventi come questo. Uno è lo scolmatore del Ferregiano, per cui noi stiamo lavorando dall’inizio, e la copertura sul tratto terminale del Bisagno – dichiara – purtroppo sono intervenuti fattori non dipendenti dalla nostra volontà che hanno causato ritardi. In quest’ultimo caso, ad esempio, il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso contro la sentenza del Tar Liguria che aveva annullato l’assegnazione dei lavori per il secondo lotto della copertura del Bisagno. Si è pronunciato riconoscendo la non competenza del Tar Liguria e l’iter per l’avvio dei lavori dovrà essere ora gestito dal commissario straordinario di cui si attende la nomina da parte del Governo. Ci auguriamo che ora si possa sbloccare questa situazione”.

Poi una stoccata su quanto accaduto negli anni precedenti. “I lavori di devastazione della val Bisagno sono durati alcuni decenni – conclude Doria – Noi abbiamo fatto molti interventi non solo in quella zona, ad esempio sul Chiaravagna, con la demolizione del palazzo di via Giotto ed altri in corso, sul Fereggiano, e poi sono in corso di progettazione interventi su rii minori. Il nostro territorio è fragile e non possiamo pensare che i problemi si risolvano senza interventi concreti”.