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Cronaca

Alluvione Genova, D’Angelis: “Per privati risorse esigue, coinvolgeremo assicurazioni”

Genova. “La consistenza dei fondi che arriveranno con lo stato di emergenza è una valutazione che spetta al consiglio dei ministri. Per quanto riguarda i risarcimenti ai privati siamo impegnati ad aprire il fronte delle assicurazioni perché purtroppo i nostri governi ormai da tempo non intervengono più per tutti i risarcimenti privati ma solo per una quota parte molto esigua perché purtroppo le casse dello Stato sono nella condizione che tutti conoscono”. 

Lo ha detto Erasmo D’Angelis capo struttura di missione di palazzo Chigi Italia sicura a margine del convegno organizzato dal consiglio nazionale dei geologi al Teatro della Gioventù a Genova a una domanda sui fondi che arriveranno da Roma per lo stato di emergenza per l’alluvione del 9 ottobre, dopo che la Regione Liguria ha chiesto a palazzo Chigi un intervento ad hoc che ricomprendesse gli interventi per le somme urgenze, i danni ai cittadini e alle imprese  e gli interventi strutturali.

“Come hanno fatto altri Paesi europei, per esempio Francia, Inghilterra e Spagna, stiamo aprendo questo tema delle assicurazioni” ha spiegato D’Angelis. “Sono in corso incontri con tutte le assicurazioni perché anche l’autotutela privata è importante per coprire le spese di un danno”.
Rispetto ai fondi per gli interventi D’Angelis ha confermato che saranno sbloccati a breve: “Come abbiamo chiarito quando siamo arrivati a Genova il finanziamento è garantito sia dallo Sblocca Italia sia dagli accordi di programma che si firmeranno entro un mese con la Regione Liguria”.

De Angelis ha quindi promesso che “Genova non sarà lasciata sola” e “tutto quello che possiamo fare a partire dall’intervento finanziario lo faremo”.

Il governo, come annunciato da D’Angelis nella precedente visita a Genova finanzierà “la conclusione delle opere del Bisagno, la partenza dei lavori per lo Scolmatore del Fereggiano, i lavori sul torrente Chiaravagna” ma insieme metterà anche in campo un intervento di tipo tecnico: “Grazie a una nuova cabina di regia cui partecipano l’ordine dei geologi, l’Ispira, il Cnr e l’autorità di bacino – ha spiegato D’Angelis – aggiorneremo le mappe di rischio del Bisagno e di tutti i torrenti perché è necessario ristudiare il livello di rischio a partire dal dato oggettivo dato dai cambiamenti climatici che hanno stravolto il vecchio sistema di calcolo delle emergenze”.