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Uber sbarca a Genova, la Regione: “Concorrenza sleale”. La replica: “Non siamo un servizio pubblico”

Genova. Dopo tassisti e Comune di Genova, arriva la Regione Liguria. Bocciatura netta per Uber, la nuova App del trasporto pubblico da parte di privati, proprio nel giorno in cui sbarca sotto la Lanterna.

L’assessore ai Trasporti Enrico Vesco ha espresso “la propria preoccupazione dopo l’annuncio dell’introduzione del nuovo sistema”.

“Personalmente – spiega – non sono certo un conservatore, ma non sono neppure tra quanti pensano che ogni novità informatica rappresenti di per sé un vantaggio per la collettività. In particolare nutro diversi dubbi e perplessità su Uber, un’applicazione per gli smartphone che si propone di mettere in contatto guidatori di auto e passeggeri ma che, di fatto, sembra evadere le regole generali del settore, come ad esempio l’obbligo di stazionare in un’autorimessa invece di attendere la clientela girando sul suolo pubblico”.

Per l’assessore regionale ai Trasporti, “il rischio non è soltanto la concorrenza sleale nei confronti dei tassisti, comunque obbligati a rispettare una normativa piuttosto severa, ma si tratta anche di definire con precisione i limiti del servizio e le garanzie per gli utenti, in termini di corretta copertura assicurativa dei veicoli, ad esempio, oppure di possibilità di vedersi respingere la richiesta di una corsa”.

Puntuale arriva la replica. “Uber – spiega Benedetta Arese Lucini, general manager dell’azienda – non è un servizio pubblico ma un’applicazione per smartphone che mette in contatto driver e passeggeri. Uber è una tecnologia integrata, la nostra app è aperta a tutti gli operatori del settore, compresi i tassisti e saremo felici di incontrare l’assessore per confrontarci e trovare il modo di collaborare per una nuova mobilità”.