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Report Ecoway 2014, emissioni CO2: Liguria nella top ten, ma riduce del 5,2%

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Liguria. Nel 2013 la Liguria ha ridotto del 5,2% le emissioni di CO2 passando da 8.672 a 8.219 migliaia di tonnellate rispetto all’anno precedente. Sono i dati che emergono dal “Report emissioni 2013-2014” di gas serra delle aziende italiane sottoposte al meccanismo europeo dei certificati di emissione ETS, redatto da EcoWay.

Ottava regione d’Italia con il numero più alto di emissioni di gas ad effetto serra, la Liguria si è attestata quest’anno a 8.219 migliaia di tonnellate di CO2, con un peso percentuale del 5% sul totale delle emissioni del Paese.

Analizzando segmento per segmento In Liguria è il settore industriale delle utilities a fare da padrone: rappresenta infatti il 91,2% delle emissioni totali, seguito da raffinazione (3,2%), vetro (2,5%), altro (2,2%), metallurgia (0,6%), carta (0,2 %), laterizi e ceramiche (0,02%), cementifici (0% circa).

“Complessivamente la riduzione delle emissioni regionali, anche per effetto della contrazione della produzione industriale provocata dal persistere della crisi economica, è in linea con la dinamica in atto a livello nazionale. Le politiche di incentivazione alle rinnovabili, di promozione dell’efficienza energetica ed il meccanismo di Emission Trading Scheme, hanno permesso di ridurre ulteriormente le emissioni nell’ultimo decennio oltre all’effetto crisi. Tra queste misure, l’ETS ha permesso di ridurre le emissioni di CO2 al minor costo per imprese e collettività” – ha dichiarato Guido Busato, Presidente di EcoWay – Il sistema ETS ha dimostrato dunque la sua validità, ma è necessaria maggiore semplificazione burocratica e misure che ne migliorino l’efficacia per consentire alle imprese di investire risorse in progetti di miglioramento tecnologico che riducano ulteriormente le emissioni di gas climalteranti”

Nel 2013 le aziende italiane che partecipano al mercato europeo di scambio delle emissioni di CO2 (Emission Trading Scheme), hanno registrato una diminuzione delle emissioni di gas ad effetto serra pari all’8,2% rispetto al 2012, e una riduzione del 27,3% rispetto al 2005 (anno di entrata in vigore dei limiti imposti dall’UE).
Il livello di emissioni degli impianti industriali che registrano le maggiori emissioni di CO2 – circa 1.124 in Italia, che producono più del 40% delle emissioni di gas effetto serra totali nazionali – si riduce quindi di 15 milioni di CO2 ton, passando da 179 milioni di CO2e ton nel 2012 a 164 milioni di CO2e ton nel 2013.
I permessi ad emettere assegnati nel 2013 alle aziende sono ancora in eccesso (+6,3%) rispetto alle emissioni, anche se il delta si dimezza rispetto al 2012.

Nel 2013 gli impianti di produzione di energia appartenenti alla categoria “utility” e che fanno capo a circa 80 gruppi societari, sono stati responsabili per oltre il 55% delle emissioni coperte da ETS. Gli impianti di raffinazione (18), contribuiscono invece per il 12% delle emissioni complessive.
Risulta così che il 67% delle emissioni sotto ETS in Italia viene gestito da meno di 100 gruppi societari.
Il settore della calce e del cemento si colloca al terzo posto con il 10%. A seguire il settore della siderurgia e metallurgia (8%); il settore della carta con il 3%, ed i settori del vetro, dei laterizi e della ceramica (2%).

Il settore industriale che ha registrato le maggiori diminuzioni delle emissioni rispetto all’anno scorso è quello delle utility (-11,65%), seguito dal settore della calce e cemento (-10,94%) e siderurgico (10,88%). Nel settore delle “utility” la riduzione delle emissioni è dovuta al calo della domanda ed al contributo delle rinnovabili che hanno generato negli ultimi anni un progressivo ridimensionamento dell’attività di quasi tutti gli impianti e in alcuni casi hanno portato al fermo totale.

L’industria delle costruzioni è indubbiamente uno dei settori più colpiti dalla crisi, mentre il dato della performance del comparto siderurgico italiano è stato segnato da crolli di attività di alcuni impianti di primaria importanza, anche se molti altri impianti italiani del settore hanno continuato ad investire in tecnologia e ottimizzazione dei processi, migliorando così la performance ambientale per unità di prodotto.
Il settore della raffinazione segue con una riduzione di emissioni tra 2012 e 2013 pari al 7% ed il settore del vetro riduce anch’esso le emissioni del 4,02%. Anche nel settore della carta le emissioni calano, ma solo del 2% nonostante l’uscita dallo schema ETS di 18 impianti (-12% degli impianti del settore). Gli unici settori che registrano un aumento delle emissioni sono quello della ceramica e laterizi ed il gruppo generico degli impianti di combustione “altro”.