Cronaca

Rapina in villa a San Michele di Pagana, era tutta una simulazione: denunciata la badante, aveva bisogno di soldi

Rapallo. La rapina in villa a San Michele di Pagana, al confine tra Rapallo e Santa Margherita, con tanto di proprietaria 90enne e badante straniera ferita, aveva creato molto scalpore in riviera. Oggi, a dieci mesi di distanza, dopo delicate indagini, è arrivata la soluzione del caso.

I fatti: la sera dell’8 gennaio 2014, alle ore 18:55 circa, giungeva al 112 la richiesta di aiuto da parte di una badante di una facoltosa famiglia milanese, che abitava a S. Michele di Pagana, per una rapina in villa appena subita. La donna indicava quali autori due individui che sarebbero scappati attraverso il giardino sottostante.

Immediata la cinturazione dell’intera da parte dei carabinieri di Santa Margherita Ligure. Inoltre veniva predisposto il controllo di tutte le vie di fuga con la collaborazione dei vigili urbani, il controllo costiero svolto in collaborazione alla locale Capitaneria di Porto, e l’immediata battuta di ricerca da parte dei militari della locale Stazione e del Nucleo Radiomobile per verificare palmo a palmo tutta l’area fino al mare alla ricerca dei malfattori.

La vittima, una filippina di 57 anni, aveva raccontato che i due malfattori, introdotti nell’abitazione dal retro, in pochissimi minuti, a volto coperto e calzando guanti di colore scuro, l’avessero costretta, sotto la minaccia di un coltello, ad accompagnarli e far frugare loro per tutta la casa, aprendo poi una piccola cassaforte dalla quale sottraevano alcuni monili in oro, dandosi poi a precipitosa fuga. La signora era rimasta leggermente ferita ad uno zigomo, ma aveva rifiutato le cure mediche. La sua assistita, una centenaria, fortunatamente non aveva riportato conseguenze, non rendendosi neppure conto di quanto fosse accaduto.

Sul posto i militari della Sezione Investigazioni Scientifiche di Genova avevano effettuato i rilievi del caso, ascoltando le persone e gli abitanti della zona. Le prolungate ricerche invece avevano dato esito negativo.
Le indagini però erano solo all’inizio e la vicenda veniva analizzata e scandagliata a fondo dai militari del Nucleo Operativo. Grazie a una serie di discrasie tra il racconto della donna e quanto oggettivamente riscontrato, gli investigatori hanno presto capito che ciò che era stato denunciato non si fosse concretizzato come descritto.

Riascoltata altre volte la donna inoltre cadeva in contraddizione, fino alla confessione finale: non aveva subito alcuna rapina, ma aveva simulato il tutto per rubare i gioielli data una difficile condizione economica familiare. La 57enne ha poi mostrato dove aveva nascosto la refurtiva consentendo il recupero da parte all’incredula datrice di lavoro.
La donna, M.L. è stata quindi denunciata dai carabinieri del Nucleo Operativo di S.Margherita Ligure per procurato allarme, furto aggravato e simulazione di reato.