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Rapallo, no alla privatizzazione dell’ospedale: flash mob e protesta, aspettando Montaldo

Rapallo. Un flash mob di protesta davanti alla sede del comune di Rapallo per dire no alla privatizzazione dell’ospedale e per difendere la sanità pubblica.

La protesta, organizzata dal Comitato Ospedale Rapallo Pubblico, si terrà alle 20 in concomitanza del Consiglio Comunale di Rapallo convocato un’ora più tardi e che vedrà ospite l’Assessore Regionale alla Salute Claudio Montaldo per relazionare sulle sorti dell’Ospedale cittadino.

Nell’occasione il Comitato consegnerà una lettera all’Assessore Regionale. “Attualmente l’ospedale è l’unico veramente a norma di tutta l’Asl ed eroga tutta una serie di servizi preziosissimi per i cittadini non solo di Rapallo ma di tutto il comprensorio, come le centinaia di interventi oculistici e altrettanti di ortopedia, le degenze (medicina, medicina riabilitativa, cure intermedie etc), le visite ambulatoriali e Day hospital di tutte le varie specialità, il servizio di radiologia fino ad arrivare al servizio per malati oncologici – uno stralcio della lettera- Che fine farà il polo ortopedico per evitare le fughe verso altre regioni? Tutte le promesse, anche recenti, di potenziare l’ospedale che fine hanno fatto?”. Il Comitato chiede poi una dettagliata relazione sui costi/benefici dell’affidamento ai privati se confermato, la sospensione di ogni decisione in merito e l’avvio immediato di un tavolo di confronto regionale.

Saranno presenti, oltre ai cittadini e ai lavoratori della sanità, anche Cittadinanzattiva Liguria, Tribunale del Malato, Isde Medici per l’Ambiente, Medicina Democratica e Sindacato USB Unione Sindacale di Base.

Una proposta di ordine del giorno per confermare la gestione pubblica dell’Ospedale, richiamando le decisioni regionali degli anni 2008 e 2010, è stata inoltrata a tutti i consiglieri dei comuni compresi nella zona dell’Ospedale di Rapallo. “Ci auguriamo che venga adottata e presa in considerazione nel consiglio comunale di stasera – spiegano gli organizzatori –
Nel frattempo prosegue la petizione, che al momento ha superato le 2000 firme”.