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Piaggio Aero, no alle esternalizzazioni. I 99 lavoratori: “Basta prese in giro”

Finale/Villanova. Amarezza, sfiducia e incertezza sul proprio futuro. E lo spirito che accomuna i 99 lavoratori esternalizzati della Piaggio Aero Industries di Finale Ligure, che dovrebbero passare alla Laer, l’azienda aeronautica che sarebbe pronta ad insediarsi nell’albenganese.

Per ora solo una lettera di intenti, con il trasferimento a Villanova già iniziato e con la completa chiusura degli impianti a Finale Ligure prevista per la fine dell’anno. Ma dal 1° gennaio 2015 gli esternalizzati che fine faranno? Da questa domanda nasce il comitato dei lavoratori che dicono alle esternalizzazioni e che chiedono di rimanere all’interno della Piaggio, almeno fino a quando non ci saranno reali garanzie da parte della Laer con un complessivo accordo sindacale per quanti passeranno all’azienda campana.
“Difficile immaginare che dal 1° gennaio saremmo dentro la Laer”. A parlare per la prima volta è il gruppo di lavoratori della Piaggio che hanno formato il comitato. “Lo stallo nella trattativa e la mancanza di incontri chiarificatori ci hanno spinto a questa presa di posizione. Non possiamo accettare questa fine dopo anni di lavoro e sacrifici. Non siamo stati tutelati ed oggi ci troviamo di fronte ad una situazione di totale incertezza: non sappiamo nulla della Laer, dello stabilimento che verrà, delle produzioni, dei contratti…Nulla” afferma il comitato, costituito da una dozzina di lavoratori.

“Per noi nessuna garanzia, per questo la nostra iniziativa del volantino: dobbiamo dire che abbiamo ricevuto consenso e solidarietà dai colleghi e per questo siamo decisi a proseguire la nostra battaglia. Ribadiamo che non siamo contrari a priori alle esternalizzazioni, ma la trattativa andava condotta in maniera diversa, definendo gli aspetti occupazionali con la Laer prima di sottoscrivere un accordo con la Piaggio Aero”.
“Considerata la situazione di stallo chiediamo che 99 lavoratori non vengano sacrificati e che possano rimanere in Piaggio, nel nuovo stabilimento: ci sono ordini, lavorazioni e investimenti da parte aziendale che non si comprende questa necessità di esternalizzare a tutti i costi” concludono dal comitato.