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Pedinamenti e aggressioni, l’identikit dello stalker: in media ha 40 anni, è italiano e disoccupato

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Genova. Sono 11.436 i procedimenti per stalking e di questi 8.453 sono andati a sentenza. Lo si evince dall’indagine statistica effettuata dalla direzione generale di statistica del ministero della Giustizia, che ha preso in esame 14 sedi di tribunale, tra cui Genova, considerati rappresentativi per dimensione e ubicazione territoriale.

Lo studio ha considerato la documentazione relativa ai procedimenti definiti con sentenza di primo grado e ha permesso di fotografare il movente, le modalità di condotta, autori e vittime dello stalking. Nel 92% dei casi il processo nasce da una denuncia da parte della vittima. La durata media della persecuzione è di un anno e due mesi e nel 64% dei casi dopo la prima denuncia ne seguono altre. La maggior parte dei fascicoli vede come autore del reato un uomo (91,1%) mentre nel 7,1% dei casi vittima e carnefice sono dello stesso sesso.

L’età media dello stalker è di 42 anni e 38 quella della vittima. Nell’1% dei casi a subire stalking sono minorenni. La ricerca ha esaminato anche la nazionalità e la professione dello stalker: l’82% è italiano (il 17% straniero), disoccupato o precario. Il 53,6% non ha precedenti penali. In oltre la metà dei casi l’aggressore vuole recuperare un rapporto interrotto (30,4%), è geloso (11,1%) o soffre di un’ossessione sessuale o psicologica (3,3%).

Il modus operandi dello stalker va dall’aggressione verbale a quella scritta, appostamenti sotto casa e pedinamenti. Nel 42,2% dei casi ha costretto la vittima a cambiare abitudini di vita. Per quanto riguarda l’esito del procedimento, in oltre la metà dei casi si è arrivati a una sentenza di condanna, mentre nell’11,5% dei casi si è avuta una assoluzione. Il 23% dei procedimenti è stato invece chiuso per remissione di querela.