Cronaca

Passeggini, cibi e vino per oltre 300 mila euro: in manette la banda dei tir. Uno degli arrestati alla moglie: “Sono con la prostituta”

Genova. Passeggini, formaggi carni e vino, oltre a una motrice. Sono almeno i quattro i furti messi a segno dalla cosiddetta ‘b anda dei tir’ per un bottino complessivo di oltre 300 mila euro. Le indagini del nucleo investigativo dei carabinieri di Genova che hanno portato questa mattina a sette ordinanze di custodia cautelare per furto, ricettazione e riciclaggio erano cominciate nel luglio 2013 in seguito al furto, avvenuto a Busalla, del rimorchio di un autoarticolato della Peg Perego pieno di passeggini per un valore di fabbrica di oltre 165 mila euro.

I sette, sei italiani e un romeno che faceva da autista e da guardiano del carico rubato, erano tutti esperti, con precedenti specifici alle spalle. Arrivavano di notte con una motrice e con abilità sganciavano i rimorchi dalle motrici e li agganciavano alla loro. L’autista era l’unico che non partecipava alla divisione degli utili ma veniva stipendiato per il lavoro svolto.

I proventi del furto venivano reintrodotti nel mercato attraverso canali clandestini. Il primo mercato della banda, che agiva principalmente tra Emilia Romagna, Liguria e Lombardia, era Milano. In alternativa il carico finiva a Napoli, città di origine di quattro dei sette membri della banda.

“Dopo il primo furto seguendo il percorso del carico abbiamo individuato alcuni soggetti sospetti – spiega il Oreste Gargano, comandante del nucleo investigativo dei carabinieri di Genova – e li abbiamo intercettati”. Un linguaggio in codice, quello dei malviventi: “Quando individuavano un carico – spiega Gargano – dicevano ‘Stasera andiamo a mangiare’, quando erano sul posto ‘Siamo al ristorante e, completato il colpo ‘ Abbiamo mangiato’” . Ma l’autista parlando al telefono con la moglie per avvertila che non sarebbe andato a casa perché aveva un carico da sorvegliare utilizzava una formula che non poteva non insospettire gli investigatori:‘Sono con la prostituta’. Dei sette arrestati, di età compresa tra 25 e 50 anni quattro sono finiti in carcere mentre tre sono agli arresti domiciliari nei propri luoghi di residenza in Lombardia ed Emilia Romagna.