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Omicidio Casella, il marito resta in carcere: “Lei era sempre nervosa, a volte picchiava i bimbi” fotogallery

Genova. Convalidato il fermo e disposta la custodia cautelare in carcere per Adrian Balliu, il muratore albanese di 44 anni che mercoledì notte ha ucciso la moglie Valmira nel loro appartamento di Casella, nell’entroterra di Genova. Il gip lo ha deciso dopo l’interrogatorio di oggi.

“Da mesi il nostro rapporto non funzionava più. Lei era sempre nervosa, urlava, anche coi bambini. E a volte li picchiava pure. Ho il sospetto che avesse un altro”, ha detto Balliu al giudice. E ancora: “Aveva provato ad allontanare i figli da me”. Lo spaventava il timore di non poter più stare con i suoi figli, ha riferito anche oggi agli inquirenti.

La gelosia e, soprattutto, la paura di perdere i figli se lei lo avesse lasciato sono state la causa scatenante per cui Balliu ha preso in mano il coltello e con sette colpi ha ucciso la moglie, mentre i due figli della coppia dormivano nella stanza accanto.
Negli ultimi mesi, soprattutto a causa delle crescenti difficoltà economiche dovute alla mancanza di lavoro, il muratore aveva cominciato a bere, tanto che gli era stata ritirata la patente e sequestrata l’auto dopo un piccolo incidente. Questa situazione, unita alla gelosia nei confronti della moglie, di quattordici anni più giovane, avevano pesantemente deteriorato il rapporto di coppia.

“Se non smetti di bere me ne vado e non ti faccio più vedere i bambini” avrebbe detto Valmira al marito. E lui, che già aveva vissuto una separazione e si era visto portare via dalla ex moglie la figlia tirata su da solo fino all’età di nove anni, ha perso la testa: ha afferrato un grosso coltello da cucina e ha colpito la moglie con diverse coltellate, almeno sette, di cui l’ultima fatale al cuore, con il coltello rimasto conficcato nel petto della donna che i carabinieri hanno trovato riversa sul letto in un lago di sangue. Poi, subito dopo essersi reso conto di quello che aveva fatto, ha preso il telefono e ha chiamato il 112.
E nonostante lo stato di confusione dovuto allo shock e all’alcol, la sua prima preoccupazione sono stati i due figli di 3 e 4 anni: “Ricordatevi il biberon e i biscotti per i bambini” ha detto ai militari prima di essere portato in caserma. E anche dopo l’ingresso in carcere ha detto ai carabinieri: “Per favore occupatevi dei miei bambini”.