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Ospedale di Rapallo e apertura ai privati, il vicesindaco: “Cessione tout court inaccettabile, sempre stato coerente”

Rapallo. Sul possibile ingresso di privati nella gestione dell’ospedale di Rapallo, arrivano le precisazioni dal vicensindaco Pier Giogio Brigati. “Ad eccezione del momento in cui è stato costruito l’Ospedale a Rapallo, il minor peso politico del Tigullio Occidentale rispetto al Tigullio Orientale nei confronti della Regione è un dato di fatto: viene da molto lontano, si riscontra soprattutto nelle risorse destinate alla sanità e non è cambiato nonostante oggi si possa contare, tra gli altri, su un Consigliere Regionale che fa parte della maggioranza”, spiega.

“Questo è il motivo principale per cui, malgrado l’ospedale di Rapallo sia la struttura di più recente realizzazione, quella che rispetta tutti gli standard previsti sulla sicurezza e che offre al paziente le migliori condizioni di vivibilità, non è visto come dovrebbe da Regione e Asl 4, ossia un fiore all’occhiello. Anzi, a diversi anni dall’inaugurazione non è ancora stato completato e sul Primo Intervento il servizio è stato ridotto da 24 a 12 ore rispetto alla situazione iniziale”.

Secondo Brigati questo fatto, assieme ad una progressiva carenza di risorse che sembra inarrestabile, va tenuto nella massima considerazione nell’immaginare il futuro dell’ospedale.

“Cedere il nosocomio costruito anche con i soldi dei cittadini di Rapallo, Zoagli e Portofino a Villa Azzurra o ad altri privati tout court è una soluzione inaccettabile. Se vi saranno altre proposte, di cui ad oggi io non ho notizie, andranno valutate attentamente in sede di Consiglio Comunale e, a mio avviso, non potranno prescindere dalla salvaguardia dell’esistente, dal far comprendere i vantaggi per i cittadini e dall’escludere categoricamente la possibilità di cambio d’uso dell’attuale sede di ICLAS (ex Villa Azzurra), evitando ogni possibile speculazione edilizia”.

“Preciso che, personalmente, ho mantenuto invariata la mia posizione, come dimostrano i verbali dei consigli comunali del 6 ottobre e del 5 novembre 2012, durante i quali, nei miei interventi, esprimevo questi concetti in modo chiaro e inequivocabile – conclude – Prima di tacciarmi di incoerenza bisognerebbe quindi documentarsi in maniera esaustiva. Concludo sottolineando che qualsiasi proposta che riguarda il futuro dell’ospedale, prima di essere presa in esame, dovrà essere concreta: non ha senso discutere sulle indiscrezioni. Dico basta alle battaglie ideologiche, che non portano a nulla: l’unica cosa che mi preme è l’interesse dei cittadini, per il quale mi sono sempre battuto”.