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Economia

Lavoro, Liguria unica in calo al Nord: persi altri 6 mila posti, 1000 nuovi disoccupati

Liguria. Meno 6 mila occupati, e più 1000 disoccupati. Sono i dati, stilati dal rapporto di Unioncamere, che mettono a confronto l’andamento del mercato del lavoro nella nostra regione nel secondo trimestre 2014.

Prosegue dunque, lenta ma inesorabile, la crisi del mondo del lavoro. Negli ultimi 3 mesi la Liguria ha registrato un ulteriore calo tendenziale del numero di occupati, che da 613.000 passano a 607.000 (-1% pari a 6.000 unità in meno): la riduzione ha colpito sia la componente femminile (-1,1%) che quella maschile (-0,9%), quantificabile in 3.000 unità in meno per entrambi i generi.
Un dato in controtendenza con quello italiano, dove i posti guadagnati nel trimestre sono 69.000: le uniche regioni in calo sono Marche (-1.000), Abruzzo (-17.000), Campania (-39.000), Sicilia (-26.000) e Sardegna (-10.000). Ma analizzando il dato percentuale si scopre che solo Abruzzo e Sardegna stanno peggio di noi.

Rispetto al secondo trimestre 2013, nell’industria in senso stretto l’occupazione si riduce del 4,6%, passando da 87.000 ma 83.000 unità, nelle costruzioni resta stazionaria (circa 38 mila unità), mentre nel terziario si rileva una perdita complessiva di 5.000 posti di lavoro, fortemente influenzata dal settore commerciale e turistico (10.000 unità circa in meno) e controbilanciata da una ripresa nelle altre attività di servizi (+5.000 unità circa).

Non si arresta la crescita dei disoccupati, che tra il secondo trimestre del 2013 e quello del 2014 aumentano di circa mille unità, determinando un tasso di disoccupazione pari a 10,4%, in crescita di 2 decimi di punto percentuale su base annua: per gli uomini l’indicatore passa dal 8,9% a 9,3%, mentre per le donne scende da 11,9% a 11,7%.

Sempre su base annuale cresce la quota di persone in cerca di primo impiego (+38,5%) e i disoccupati che hanno perso il lavoro (+2,7%), mentre fortunatamente si ridimensiona il numero degli inattivi di circa 6 mila unità. Di questo gruppo fanno parte, oltre a bambini e anziani, anche una grossa fetta della popolazione in età lavorativa, per lo più giovani, che non cercano un’occupazione: tra i motivi della mancata ricerca un diffuso scoraggiamento, oltre ai motivi di studio e l’attesa di passate azioni di ricerca.