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Economia

Liguria, il grido d’allarme di Cna: “Piccole imprese espulse dal mercato degli appalti pubblici”

Genova. Durante il Convegno promosso dalla Regione Liguria sul tema “La Stazione Unica Appaltante e i mercati di lavori, servizi e forniture”, che si è tenuto oggi a Genova al Teatro della Gioventù, il presidente di CNA Liguria Marco Merli ha denunciato l’esclusione di fatto delle micro-imprese dagli appalti pubblici per le complesse procedure informatiche e la mole di documentazione (centinaia di pagine), da esaminare per iscriversi e da compilare per partecipare.

“Dai dati del Convegno – ha proseguito Merli – si evince infatti come più dell’80% delle imprese che vincono gare d’appalto sia composto da società di capitali o da cooperative. Le società di persona o le ditte individuali sono presenti con una percentuale irrisoria.
Il problema è anche quello delle forniture pubbliche affidate in modi cosiddetti “opachi”. Parliamo dei sottosoglia e della galassia delle società partecipate, che in Liguria muovono 1 miliardo e mezzo/2 di forniture senza alcun monitoraggio.

La trasparenza e la pubblicizzazione dei bandi di gara sono elementi essenziali per la lotta alla corruzione e l’accertamento della congruità dei prezzi in caso di ribassi anomali è elemento basilare per combattere le infiltrazioni della malavita organizzata. Occorre rivolgere l’attenzione non solo agli appalti dell’edilizia, ma anche al restante 50%, che riguarda servizi e prodotti: se da un lato l’Ente Pubblico deve attrezzarsi specializzando il proprio personale per eseguire capitolati d’appalto sempre più chiari, dall’altro lato deve attrezzarsi anche per valutare la congruità dei prezzi in caso di ribassi anomali”.

Merli ha poi ricordato come le Direttive Europee obblighino gli Enti appaltanti a giustificarsi nel caso in cui l’affidamento del lavoro non venga suddiviso in lotti, questione cruciale per facilitare la partecipazione delle micro-imprese. Il fatto che i piccoli Comuni aderiscano poi alle centrali di acquisto è da un lato garanzia di trasparenza ma dall’altro, per la complessità della partecipazione, rischia di togliere anche quella fetta di mercato locale alle aziende artigiane del territorio.
Semplificare significa avere un unico albo dei fornitori e uniformare la modulistica per accedere agli appalti. Merli ha rivolto un appello agli

Enti Pubblici presenti per creare insieme alle Associazioni di categoria un’azione congiunta di formazione e informazione delle imprese per agevolarne le iscrizioni alle centrali d’acquisto. Sono elementi essenziali per evitare l’espulsione di fatto delle micro-imprese dal mercato delle forniture pubbliche, che in Liguria è sopra la media e rappresenta il 17% del PIL.