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Economia

Ilva Genova, settimana calda per la vertenza. Burlando: “Possibile chiudere in modo positivo”

corteo ilva

Genova. “Penso sia possibile chiudere in modo positivo la vicenda Ilva”. Nonostante le rassicurazioni del governatore Claudio Burlando, si preannuncia una settimana “calda” per la vertenza Ilva di Cornigliano. Si inizia subito lunedì, con la Fiom in assemblea nello stabilimento genovese e più o meno contemporaneamente la conferenza stampa convocata da Fim Cisl e Uilm Uil per illustrare la linea sindacale in vista dell’incontro del 15 settembre al Ministero del Lavoro e per presentare le proprie richieste.

“Nel corso del vertice dello scorso 3 settembre è stato definito il primo passo verso la risoluzione della vertenza che prevede l’applicazione della cassa integrazione in deroga per i lavoratori genovesi – spiegano Fim e Uilm – con l’impegno del Governo a stanziare le risorse necessarie e ad esaminare la possibilità di una integrazione al reddito per i lavoratori. Inoltre l’azienda si è impegnata a garantire la continuità di reddito. Quello del 15 settembre sarà un incontro tecnico al quale Fim e Uilm vorrebbero conferire dignità politica per dirimere, una volta per tutte, le questioni in sospeso e per definire un accordo unitario e condiviso nell’interesse dei lavoratori coinvolti”.

Una linea opposta rispetto alla Fiom che ha dichiarato assemblea per spiegare ai lavoratori lo strappo, ventilando anche una possibile manifestazione in città.

“Ad oggi il futuro di Ilva è una incognita – ha ribadito ieri il segretario Bruno Manganaro – e il rischio è quello di firmare un accordo sulla cassa integrazione che a gennaio potrebbe essere messo in discussione da un nuovo proprietario. Questa non è una vertenza come le altre. Qui a Genova nel 2005 è iniziato un percorso industriale, che si può anche ridiscutere, ma occorre farlo con i soggetti giusti, in primis il Governo che di quell’Accordo fu il primo firmatario”.

“La Fiom pone una questione giusta”, ha commentato oggi Burlando a margine del dopo giunta. “Perché per potere integrare il trattamento della cassa in deroga dobbiamo usare i fondi della legge sulla bonifica di Cornigliano per finalità diverse da quelle stabilite dall’Accordo di Programma e quindi c’è bisogno di modificare l’accordo che fu firmato a Palazzo Chigi. Per erogare la cassa in deroga non c’è bisogno di andare a Palazzo Chigi ma per integrare si”.

“Abbiamo la possibilità di coprire i tre mesi quest’anno con i fondi statali di quest’anno – ha continuato il Governatore – I primi cinque mesi del 2015 con i fondi statali del prossimo anno. E per questi otto mesi l’azienda anticiperebbe. Rimarrebbero scoperti 70 giorni del
prossimo anno e l’integrazione ma in entrambi i casi noi avremmo le risorse disponibili per farcene carico se, con il consenso della presidenza del Consiglio, viene modificato l’accordo. Penso – la conclusione di Burlando – che si possa chiudere la questione nei prossimi giorni rispettando i diritti dei lavoratori ad avere le giuste garanzie di cui hanno diritto”.