Economia

Ilva Genova, per la Fiom troppa incertezza: “Sia rispettato l’accordo di programma, Presidenza Consiglio ci convochi”

Genova. “Spero di trovare una soluzione ma se non si trovasse ci mobiliteremo. Abbiamo ancora queste ore e se qualcuno vuole discutere noi siamo disponibili”. I dubbi della Fiom, all’indomani della riunione al ministero del lavoro sulla questione Ilva, restano. Per i 1750 lavoratori dell’azienda genovese, infatti, l’azienda ha prospettato la cassa integrazione in deroga. Ma secondo il segretario Bruno Manganaro “Il meccanismo proposto è assolutamente incerto. Il finanziamento per la cassa in deroga sarebbe assicurato per tre mesi con l’incognita dei finanziamenti da gennaio, inoltre i lavoratori perderebbero dai 400 ai 600 euro al mese. In più sarebbe derogata la normativa perché ci sarebbe un finanziamento ad hoc per Genova e l’azienda dovrebbe anticipare i fondi. E’ tutta un’incertezza, una confusione normativa e giuridica che si inquadra dentro all’ipotesi di vendita dell’azienda”.

Alla base, c’è poi la questione dell’accordo di programma, un punto su cui la Fiom non transige. “L’articolo 34 dell’accordo dice che non può essere modificato oralmente ma solo con accordo scritto da tutte le parti – ha spiegato stamani Manganaro – Noi chiediamo che venga rispettato e per modificarlo non si può che andare alla presidenza del Consiglio. Sarebbe inaccettabile farlo al ministero del lavoro. E’ evidente che qualcuno cerchi di cancellare quell’accordo sottobanco”.

L’accordo, prevedeva, in cambio della chiusura dell’altoforno, la garanzia di continuità di occupazione e reddito. Ma con la cassa in deroga “la garanzia sul reddito non c’è più – ha sottolineato il segretario della Fiom – Per questo dobbiamo tornare alla Presidenza del Consiglio, capire se si vuole modificare l’accordo di programma o mantenerlo, trovando tutti gli strumenti per garantire la continuità del reddito”. Altrimenti “Se non c’è una soluzione che la garantirà, i lavoratori dal 1 ottobre, scaduti i contratti di solidarietà, rientreranno in fabbrica a salario pieno, perché così è scritto nell’accordo”.

Lunedì mattina la Fiom ha già convocato l’assemblea dei lavoratori nello stabilimento di Cornigliano.

“Chiederemo alla Regione Liguria, uno dei più importanti firmatari dell’accordo, di chiedere un incontro alla Presidenza del Consiglio – ha concluso Manganaro -. Ciò che il presidente Burlando aveva annunciato era la soluzione giusta, probabilmente qualcuno ha cambiato idea in corso d’opera dando uno schiaffo ai lavoratori genovesi e facendo capire che non si considera questa una vertenza particolare, ma uno dei tanti problemi industriali italiani. Cornigliano, invece, è ‘il problema’ perché all’origine c’è l’accordo”.