Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Genova, le Unioni Civili un anno dopo. Allo studio anche riconoscimento matrimoni omosessuali all’estero

Genova. E’ passato un anno (e tre mesi) dal 20 luglio 2013, giorno in cui il registro delle Unioni Civili del Comune di Genova è diventato di fatto realtà. I numeri, usciti oggi dall’aggiornamento in Commissione a Tursi, tracciano il quadro: 57 le coppie iscritte, di cui il 61% eterosessuali, e il 39% omosessuali, una media di 4-5 unioni registrate ogni mese a Genova dagli uffici comunali. Rispetto ai matrimoni, si tratta del 3,6% dei casi: 118 le funzioni civili o religiose officiate in media ogni mese nel capoluogo ligure. A Milano, dove il registro delle unioni civili è più “vecchio” di un anno sono 898, invece, le coppie iscritte (il 74% eterosessuali), a Torino sono solo 90, mentre a Bari circa 800, una situazione a macchia di leopardo su tutto il livello nazionale.

Numeri da guardare nell’ottica del medio e lungo periodo più che nell’immediato, spiegano a Tursi, pensando anche in futuro a una campagna di sensibilizzazione ad hoc per pubblicizzare il registro delle coppie di fatto.

Ma il panorama “ad ampio raggio” emerso oggi ha portato alla luce anche una novità. Su richiesta del gruppo Sel, accolta dalla presidente di commissione Maddalena Bartolini, così come dalla Lista Doria, in Aula Rossa si è discusso del riconoscimento dei matrimoni contratti all’estero da persone dello stesso sesso, ovvero la possibilità di trascrivere anche questo tipo di unioni oltre a quelle civili.

La coppia omosessuale sposata all’estero (in Italia non è possibile) si vedrebbe cioè equiparata alla coppia che ha posto la sua firma nel registro delle unioni civili. Un riconoscimento simbolico, sempre e solo valido per ciò che concerne le competenze comunali, dato il vuoto legislativo nazionale in materia.

Per ora si tratta di una possibilità da verificare, ancora “allo studio”, e su cui l’assessore Fiorini si starebbe già documentando, sulla scia del caso Bologna. “Ma è una strada che vogliamo percorrere – commenta Bartolini – nel caso fosse possibile questa ulteriore certificazione, sarebbe un altro atto comunale utile per sensibilizzare il Parlamento a legiferare. Come è stato per il registro delle Unioni Civili, adottato sempre di più dai diversi territori, la pressione dei Comuni è molto importante per poter aspirare, finalmente, a un riconoscimento nazionale”.

In attesa, infatti, che si sblocchi l’iter del disegno di legge all’esame della Commissione giustizia dal 30 luglio scorso, e che dovrebbe, appunto, disciplinare a livello centrale la materia delle unioni civili, superando così i registri comunali, la commissione II del Comune di Genova verrà aggiornata per fare il punto entro pochi mesi.

“E dopo Bologna, Napoli, Reggio Emilia, anche il Comune di Genova si muove verso il riconoscimento dei matrimoni contratti all’estero da coppie dello stesso sesso – il commento su Facebook di Marianna Pederzolli, consigliera comunale della Lista Doria – E’ significativo che il riconoscimento di queste unioni parta dalle comunità e dai territori, perché la legge sulle unioni civili sarà anche sparita dai 1000 giorni del governo Renzi, ma i diritti negati quotidianamente a migliaia di coppie omosessuali chiedono alla politica risposte”.