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Cronaca

Decreto “salva coste” dopo la tragedia Concordia, allarme di Assagenti: “A Portofino persi 20 mila crocieristi”

nave a portofino

Portofino. L’allarme sul calo di crociere a Portofino è già stato lanciato più volte dal sindaco Giorgio D’Alia ed è un dato di fatto. “La parola inchino è stata utilizzata in modo improprio, non si può parlare di inchino nel momento in cui una nave, a una determinata velocità passa vicino alla costa”. Una puntualizzazione necessaria per Massimo Moscatelli, segretario generale di Assagenti, l’associazione degli agenti marittimi di Genova, che ha messo il tema al centro dell’editoriale della newsletter inviata agli associati.

L’uso di questa parola è stato troppo generalizzato e le misure messe in atto dopo la tragedia della Concordia, a Portofino, con la zona di fonda a 1,2 miglia dalla costa, hanno praticamente dimezzato il numero dei crocieristi. I dati presentati dall’associazione sono fin troppo chiari: nel 2011 erano scesi nella località del Tigullio 45 mila passeggeri, nel 2013 sono passati a 23 mila, in questa stagione il bilancio finale potrebbe essere di circa 20 mila. L’associazione, quindi, assieme ai sindaci del Tigullio e agli operatori dei servizi tecnico nautici, ha chiesto l’intervento della Regione perché si possa trovare una soluzione.

“Per assurdo un decreto che ha imposto limitazioni per questioni di sicurezza – spiega Moscatelli – ha fatto sì che queste navi debbano ormeggiare in un’area dove non c’è il ridosso della costa, con un aumento delle problematiche nel passaggio dei crocieristi dalla nave ai tender utilizzati per il trasporto a riva. Molto spesso, per ovviare a questi problemi di sicurezza – continua Moscatelli – le compagnie non solo saltano Portofino, ma bypassano la Liguria e vanno in Francia o in altri luoghi”.

Nei giorni scorsi si è tenuto un vertice in Regione Liguria, al quale ha partecipato anche il Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto Felicio Angrisano, per studiare se siano possibili deroghe alla norma. Anche dal punto di vista ambientale, spiegano gli Agenti Marittimi, non ci sono criticità dovute al passaggio delle navi da crociera. “Queste navi non fanno alcun danno – conclude Moscatelli – come è stato dimostrato anche dal monitoraggio delle acque fatto dall’Arpal lo scorso anno”.