Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Cittadinanza genovese ai minori stranieri: aspettando lo Ius soli, Tursi approva

Più informazioni su

Genova. Ventisette voti favorevoli, tre contrari. Il consiglio comunale di Genova ha approvato a larga maggioranza la mozione che impegna sindaco e giunta a “conferire il riconoscimento della cittadinanza genovese ai minori residenti in città, nati in Italia da genitori stranieri o residenti a Genova da almeno 5 anni, fino a quando lo Stato non riconoscerà il diritto alla cittadinanza italiana secondo lo ius soli”. Hanno votato sì Lista Doria, Pd, Sel, M5S, Ncd, Gruppo Misto e parte di FI. Il no è arrivato dal capogruppo della Lega Nord Edoardo Rixi, dalla capogruppo di FI, Lilli Lauro e dal collega Stefano Balleari.

“La mozione di oggi – ha dichiarato Maddalena Bartolini, presidente della commissione Pari opportunità e consigliere Lista Doria, tra i proponenti insieme a Pd, Sel e FdS – non è solo un atto simbolico ma può diventare volano per altri Comuni e stimolo per le politiche nazionali volte alla tutela dei diritti civili”.

Il documento è frutto di un percorso fatto da buona parte del Consiglio comunale attraverso due Commissioni in cui diverse realtà della società civile (tra cui Nuovi Profili, Fratelli e Fratellastri, Arci, Unicef, Centro studi Medì) hanno portato la propria testimonianza e presentato diverse campagne nazionali e locali di sensibilizzazione sul tema. La mozione prevede inoltre “l’istituzione di una cerimonia pubblica per il conferimento a una rappresentanza di minori stranieri della cittadinanza”. Ipotizzata anche la creazione di un “registro di cittadinanza a cui i genitori stranieri residenti a Genova potranno iscrivere i figli minori, visto che l’iniziativa è nelle prerogative dell’ente locale in quanto sede dell’anagrafe
e detentore di un rapporto diretto con i cittadini”.

“Vorremmo anche che l’amministrazione si impegnasse a modificare il linguaggio delle comunicazioni istituzionali – ha aggiunto Bartolini – non facendo distinzioni tra bambini di origine straniera e italiana nelle scuole e nei servizi comunali, con l’obiettivo di costruire una comunità genovese plurima e inclusiva”.

“Oggi mandiamo un messaggio importante alla città mettendo al centro del dibattito politico l’estensione dei diritti. Si tratta di un atto di sostegno e valorizzazione della dignità delle persone per sottolineare come sentirsi cittadini significhi essere parte di una collettività attivamente partecipe e coinvolta con stessi diritti e stessi doveri”, ha aggiunto la consigliera Marianna Pederzolli.